Allegria!

E così, alla fine, Berlusconi, sfinito, ha ceduto e di fronte a Bruno Vespa che, D’altra parte, era inevitabile,

 

 lui stesso l’aveva detto: “Credo che chi è incaricato di una funzione pubblica, come il Presidente del Consiglio, debba dar conto dei suoi comportamenti, anche privati.“ (Porta a porta, 5 maggio 2009) inginocchiato, prendeva appunti, ha deciso di rispondere alle 10 domande che da 180 giorni il quotidiano La Repubblica (come i giornali di tutto il mondo) continuava a riproporre.

Bene. Non è mai troppo tardi, tutto è bene quel che finisce bene, e così via.

Poi andiamo a leggere le sue risposte, e ci viene in mente Mike Buongiorno.

Cosa c’entra?

Il grande Mike avrebbe ascoltato le risposte, avrebbe inforcato gli occhiali, consultato la sua cartellina, avrebbe interpellato il notaio, sospirato profondamente, e poi avrebbe emesso la sentenza:

Mi spiace, concorrente Berlusconi, ma Lei non ha risposto alle domande n. 2 e 7; e le risposte alle altre domande sono insufficienti, contraddittorie ed evasive, per cui Lei non vince il premio in palio (la stima dei cittadini italiani), ma deve accontentarsi del premio di consolazione: una bambolina in peluche. Peccato, signor Berlusconi, peccato!”