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PROVINCIA - ArticoloGiornale di Vicenza, Il""Data: 07/06/2010
MONTECCHIO. Qui in città il quartier generale della raccolta provincialeAcqua pubblicaIl traguardoè 10 mila firme
Cinzia Ceriani Lunedì 07 Giugno 2010 PROVINCIA,
Acqua fresca di rubinetto Si moltiplicano nell'Ovest vicentino le raccolte di firme contro la privatizzazione dell'acqua.Dopo il via libera della Camera, lo scorso novembre, al decreto Ronchi che prevede la riforma dei servizi pubblici localitra cui la gestione idrica, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, cittadini e forze politiche del Vicentino hanno deciso diaderire alla raccolta firme nazionale volta ad ottenere un referendum contro la privatizzazione dell'acqua. Termine ultimoil 4 luglio.Base operativa della petizione la lista civica Essere Montecchio guidata dal consigliere comunale Pierangelo Carretta:«Abbiamo deciso di aderire al comitato nazionale di raccolta firme perché crediamo che l'acqua sia un bene pubblico, nonuna fonte di guadagno. Siamo soddisfatti dell'appoggio dei cittadini che di loro spontanea volontà si sono recati incomune, all'ufficio anagrafe, per dare il loro contributo alla battaglia».Nell'arco di un mese, dal 29 aprile al 28 maggio, sono 961 le firme raccolte in tutta l'area dell'Ovest vicentino, 8.697 intutta la provincia. Fanalino di coda Montecchio con 120 firme raccolte. «Le persone sono sensibili alla questione - spiegaGiulia Gonella, responsabile del comitato di raccolta firme per la zona di Montecchio - soprattutto quando si accorge dellievitare delle bollette. L'acqua è un diritto, non un lusso, è una questione di democrazia e di rispetto per le futuregenerazioni».Nell'ufficio anagrafe dei comuni dell'Ovest vicentino che hanno aderito all'iniziativa è stato allestito uno spazio dove icittadini possono firmare la petizione. Ad Arzignano sono state raccolte 363 firme; a Chiampo 229 adesioni. «È stato unsuccesso - afferma Mario Bedin, referente di zona - L'acqua è una risorsa universale, che deve servire a tutti».Sono 160, infine, le firme raccolte in un'unica domenica a Sovizzo, come spiega Fabio Belluzzo: «È andata bene, abbiamoraccolto molte firme in una sola uscita. La privatizzazione dell'acqua non coincide con un miglioramento del servizio».

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI MONTECCHIO MAGGIORE

AL SIG. SINDACO DI MONTECCHIO MAGGIORE

 

 

ORDINE DEL GIORNO IN MERITO ALLA PRIVATIZZAZIONE

DELL'ACQUA.

 

Premesso che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, rete associativa cui aderiscono più di ottanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali accomunati dalla consapevolezza dell’importanza dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dalla necessità di una sua salvaguardia per l’ambiente e per le future generazioni, ha sottoposto all'attenzione della società civile e della cittadinanza proposte volte alla riappropriazione sociale del bene acqua e alla promozione, attraverso le autonomie Locali, di una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici;

 

Preso atto che la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall’Art. 23bis della Lg.133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati;

 

Rilevato che il recente Art. 15 del D.L. 135/2009, che ha modificato l'Art. 23bis, muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, supportato dalla verifica di condizioni di inefficienza evidenziato in molte regioni italiane, inefficienza non rilevabili nelle nostre gestioni territoriali;

 

Ritenendo che la generalizzazione nelle soluzioni dei problemi, penalizza ancora una volta le gestioni più virtuose in particolare quella veneta e che questo sia un epilogo da scongiurare, per un principio inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, perché espropria l’acqua potabile dal controllo delle autonomie locali e dei cittadini, perché consegna al mercato l’acqua con tutte le ripercussioni sociali che questo può generare;

 

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MONTECCHIO MAGGIORE

 

1) S’ impegna a riconoscere nel proprio Statuto Comunale l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;

 

2) Dichiara che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale non teso al profitto ma alla pienezza del servizio pubblico in un contesto di rigorosa economicità e si impegna ad inserire questo principio nel proprio Statuto Comunale in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto pubblico dove ce ne siano le condizioni, salvaguardando società di gestione come quelle che operano nel nostro territorio:

 

3) Conferisce mandato alla Giunta affinchè intraprenda tutte le azioni opportune per contrastare i provvedimenti previsti dall’art. 23 bis della legge 133/2008, come modificato dall’art. 15 del D. L. 135/2009;

4) Chiede di sollecitare la Regione Veneto perché attivi un ricorso di legittimità nei confronti del provvedimento, affinché l’ Autonomie Locali mantengano la podestà dell’acqua.

 

I Consiglieri Comunali

Tullio CORTIVO

Maurizio SCALABRIN

Luciano ROMIO

Agostino PILATI

Gianpaolo VALERIO

Pierangelo CARRETTA