Dimissioni Pilati
Interpellanza 4 marzo 2010
No all’incontro interreligioso.
L’ iniziativa, realizzata per la prima volta il 27 febbraio 2005, che cercava l’incontro etnico e culturale con gli immigrati residenti a Montecchio e comuni limitrofi, ha acquisito fin da subito una chiara valenza interreligiosa. In questo ambito rimane l’unica esperienza nel Triveneto. Ne ho avuto conferma un anno fa nell’incontro di tutta la conferenza episcopale del Nord-est al quale sono stato invitato con altri pochissimi laici ben più importanti di me in quanto professori universitari o studiosi conosciuti nell’ambito europeo e mondiale per i loro studi sui rapporti tra le religioni.
La collaborazione con il movimento dei Focolari ha permesso di far conoscere l’esperienza montecchiana ben al di fuori del Nordest: sono stati proiettati video in importanti incontri a Roma e in altre grandi città europee.
Dato che gli autori di questo diniego si dichiarano apertamente e visivamente cristiani ricordo che il delegato del vescovo di Vicenza mons. Dal Ferro conosciuto in tutta Italia e in Europa per la straordinaria iniziativa delle Università per adulti-anziani, per gli studi ecumenici ad altissimo livello, per le significative iniziative dell’Istituto Rezzara così si esprime:
I percorsi di integrazione culturale sono la prospettiva futura della provincia di Vicenza, dato l’alto tasso immigratorio di persone provenienti da una molteplicità di Stati (circa 180). Sappiamo come l’integrazione è un percorso assai lungo e non facile, che coinvolge società civile, istituzioni pubbliche ed imprese. Fra i contributi essenziali ad essa c’è anche il dialogo fra le religioni…
Ma senz’altro la voce più autorevole è quella del papa.
“Il dialogo interreligioso e interculturale costituisce una necessità per costruire insieme il mondo di pace e di fraternità ardentemente auspicato da tutti gli uomini di buona volontà”
Il sindaco e la nostra Giunta dicono No. A Montecchio il dialogo no.
Questa scelta si aggiunge ad altre di posizione, come la non disponibilità a favorire gli studenti stranieri e le loro mamme per l’apprendimento della lingua italiana, quella sull’idoneità dell’alloggio che ha portato disperazione nelle famiglie oneste, presa di posizione, questa, che neanche sfiora gli eventuali cittadini immigrati illegali, perché quelli non vengono in comune a chiedere l’idoneità dell’alloggio per accedere a un posto di lavoro…
E un fiume di luce, la sera del 1° marzo, è transitato con grande dignità lungo le vie del centro storico di Montecchio, accolto dai raggi di una splendida luna qui davanti al municipio, fiume di persone, di anime, di cuori che invocavano accoglienza, giustizia, pace.
La voce che si è levata non è stata demagogia come la chiama il senatore Franco, uomo sempre pronto a intervenire sui fatti montecchiani, è stata la voce di persone che lavorano, di animatori dei nostri gruppi, del mondo del volontariato, delle cooperative sociali, delle case famiglia, di preti, di giovani che dedicano il tempo libero, non all’ozio o alle bravate, ma a raccogliere aiuti per i poveri, è stata la voce di chi invoca diritti con la consapevolezza che prima ci sono i doveri e il rispetto.
E’ questo il variegato mondo che ho potuto salutare durante il cammino. E finalmente ho sentito che la speranza prendeva forza. Ho sentito la soddisfazione che il mio grido di aiuto alle organizzazioni sindacali lanciato nell’estate scorsa finalmente si concretizzava in questo fiume stupendo di fiaccole accese.
Ricordo, signor sindaco, che nonostante gli insulti presi in campagna elettorale “parché go fato vegner qua i mori” insulti che purtroppo ricevo ancor oggi ad Alte, da persone che neanche mi conoscono, ma sanno “che go fato vegner qua i mori” ricordo che il mio lavoro è stato proprio all’opposto… quello di far restare le persone a casa loro dando la possibilità di una vita dignitosa. Ad esempio, grazie alla costruzione di due capannoni in Sierra Leone, ove numerosi giovani possono svolgere lavori di carpenteria e meccanica, decine di famiglie possono vivere decorosamente. La costruzione è stata possibile grazie al contributo ottenuto dalla regione Veneto dove con il consigliere Sergio Meggiolaro mi sono recato più volte a presentare e sostenere il progetto suggerito dall’allora segretario generale dr. Lombardi che è stato grande maestro di diritti umani. Prima delle leggi statali, regionali, comunali, prima di tutto i diritti umani, diceva!
Prima di tutto i diritti umani! Questo è anche il mio programma con l’impegno per un sereno e costruttivo dialogo con i cittadini.
E questo dialogo viene rifiutato. Dichiaro quindi la mia non soddisfazione a quanto risposto dagli assessori Peripoli e Merlo.
Sono giunto, signor sindaco, dopo una lunga, contrastata riflessione ad una decisione. Le mie dimissioni da consigliere comunale, qui, seduta stante con effetto immediato come previsto dall’art. 15 del Regolamento
Mi conceda Signor Presidente del Consiglio Comunale, qualche minuto in più rispetto ai tempi relativi all’interpellanza per un saluto ai colleghi.
Le mie sono dimissioni per protesta nei confronti del sindaco e della sua Giunta, e soprattutto e ribadisco soprattutto, dimissioni per poter continuare ad impegnarmi per quello che ritengo il bene della mia Comunità, senza correre il rischio di confondere questo impegno come contrapposizione partitica.
Il vicesindaco ha dichiarato, nei giorni scorsi, che lo sport non deve essere ostaggio della politica. Anch’io sostengo che il dialogo non deve essere appannaggio, prerogativa di un partito politico rispetto ad un altro. Il dialogo è di tutti e per tutti. Ritengo, infatti, che il mio impegno per la mia città sia proprio quello di continuare a tessere relazioni tra cittadini, vecchi e nuovi, per costruire una Comunità in cui si sta bene insieme.
Sono quindici anni che grazie ai numerosi consensi dei concittadini sono presente in questo Consiglio. Quindici anni di impegno costante e costruttivo. Quando ero all’opposizione ho portato il mio contributo con entusiasmo. E per mia soddisfazione, o meglio, per l’accortezza degli amministratori di allora, alcuni ancora qui presenti, numerose istanze sono state accolte: l’università adulti-anziani, l’informagiovani, per esempio. Sono stato il primo a parlare di piano urbano del traffico, di comuni solidali, di aiuti ai paesi in via di sviluppo dove operano missionari montecchiani… Aiuto allo sviluppo che eviterebbe viaggi disperati di persone in cerca di un lavoro.
Nel quinquennio da assessore ho dato vita a numerose iniziative con l’appoggio del Sindaco e della Giunta e con l’aiuto del consigliere Sergio Meggiolaro che non finirò mai di ringraziare.
Ho avuto la soddisfazione che una delle iniziative avviate con il mio assessorato, il Progetto Salute, abbia avuto seguito e spero che altre iniziative possano continuarecome la festa dei nonni, la giornata delle Associazioni, l’estate sicura.
Risulta, purtroppo, che non sarà così con il dialogo e l’incontro con le diverse etnie, religioni, tradizioni…
Ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso questi 15 anni di amministrazione comunale. Ringrazio i tre ex sindaci. Romio perché è stato colui che ha avuto fiducia in me e mi ha avviato alla bellissima esperienza di amministratore del mio Comune. Ringrazio il senatore Ceccato perché pur su fronte opposto, ha rispettato le mie idee ed ha accolto alcune significative proposte…
Ringrazio Maurizio Scalabrin perché mi ha voluto come vicesindaco ed ha confermato la sua fiducia in me anche se alcuni dicevano, che la mia attenzione verso gli immigrati lo avrebbe danneggiato. Lo ringrazio perché mi ha dato la possibilità di sostituirlo in momenti eccezionali. Il momento più importante è stato quello di rappresentare, nell’ottobre del 2008 Montecchio Maggiore ad Assisi nella cerimonia che capita ogni 20 anni per donare l’olio per la lampada che arde nei pressi della tomba di San Francesco. E’ stata un’emozione straordinaria entrare con la fascia tricolore in quella santa basilica, carica di storia, di arte, di fede, che mi ha visto numerose volte pellegrino, accompagnatore di scout o di alunni, partecipante a momenti di studio o di esercizio spirituale.. in quella città conosciuta in tutto il mondo come città di Pace e, grazie prima di tutto a San Francesco e poi all’indimenticabile papa Giovanni Paolo II, città del dialogo interreligioso.
Ed io vorrei che anche Montecchio Maggiore fosse una città del dialogo.
Dialogo auspicato dal nostro vescovo nell’incontro con il Consiglio pastorale vicariale che riunisce i responsabili delle parrocchie di Montecchio e comuni limitrofi. In tutte le chiese del vicariato, domenica 7 febbraio, è stato distribuito un comunicato dal titolo”Impariamo a convivere attraverso il dialogo”
Le mie dimissioni allora per dedicarmi liberamente alle iniziative di incontro, per dedicarmi alla crescita di Montecchio come vera Comunità. E desidero che il mio impegno non abbia una valenza di contrapposizione partitica poiché appartengo ad un certo schieramento. La solidarietà e il dialogo non dovrebbero avere colori, ma dovrebbero essere un impegno di tutti.
I miei elettori comprenderanno che non tradisco la loro fiducia, ma voglio essere testimone fino in fondo di quei valori condivisi da loro stessi e per farlo sono costretto purtroppo ad uscire dal clima di scontro creato da questa Amministrazione..
I problemi di Montecchio, in realtà, non sono solo questi: pedemontana (a tal proposito vi invito alla manifestazione di sabato alle 14.30 in piazza duomo), CIS, bretella, Ospedale, la salute del territorio, soprattutto la situazione delle famiglie con uno o più componenti in cassa d’integrazione o del tutto senza lavoro.
Vi dò appuntamento il 23 maggio per il sesto incontro interreligioso sul tema “La Terra, casa di tutti”. Una riflessione interreligiosa sull’importanza di rispettare l’ambiente.
Non più voluta a Montecchio l’iniziativa assume una valenza più ampia, Ci accoglie la città di Vicenza che mette a disposizione gratuitamente il palazzetto dello sport.
Concludo il mio ultimo intervento in questa aula come amministratore di questa città augurando a tutti voi, e in modo particolare a chi mi sostituirà, “Buon lavoro!”
Auguro a questa Giunta, di non preoccuparsi a “far nessun passo indietro”, come dichiarato nel Comunicato stampa del 23 febbraio, ma di fare un passo avanti per costruire una Montecchio serena, solidale, aperta, una Montecchio dove si sta bene con tutti.
Grazie a tutti!
Agostino Pilati






