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Vicenza, 24 marzo 2010

Cari democratici,

Federico Ginatomancano ormai pochissimi giorni alle elezioni regionali che andranno ad indicare il nuovo Presidente del Veneto. In gioco non c’è solo la presidenza della nostra Regione, in gioco c’è anche e soprattutto la direzione che si darà al Veneto nei prossimi anni. E il Partito Democratico vuole un Veneto ben diverso da quello della Lega.

Il PD vuole un Veneto aperto, che dica alcuni SI e alcuni NO:
SI all’Europa per vincere le sfide di un mondo globalizzato, NO al localismo esasperato.
SI al federalismo fiscale e NO alla secessione dall’Italia.
SI a maggiori risorse per i lavoratori e le imprese e NO ai condoni fiscali.
SI alle energie rinnovabili come motore di un sviluppo sostenibile e NO al nucleare.
SI a comunità unite e solidali, NO all’intolleranza per il diverso.

Perché tutto questo possa diventare realtà il Partito Democratico ha messo in campo, a fianco del nostro candidato presidente Giuseppe Bortolussi, una squadra di otto candidati alla carica di consigliere regionale. Sono persone che amano e conoscono la terra vicentina e che da anni lavorano con generosità e passione al servizio del bene comune.
Se come me credete che il Veneto meriti un’alternativa democratica, mobilitatevi per sostenere con forza Giuseppe Bortolussi e i nostri candidati alla carica di Consigliere regionale. Potete scaricare e diffondere il materiale elettorale dal nostro sito. Ogni voto in più che sapremo conquistare, sarà un passo in più verso il Veneto che vogliamo.

Federico Ginato
Segretario provinciale del PD


I NOSTRI CANDIDATI

I nostri candidati

Mauro Beraldin, nato e risiede a Bassano del Grappa, 50 anni. Ragioniere e ufficiale degli alpini in congedo. Impiegato ASL. Nel 1995 è stato candidato sindaco di Bassano per la lista “Progressisti”, oggi Consigliere Provinciale e Presidente del Consiglio Comunale di Bassano.
Giuseppe Berlato Sella, 70 anni, dirigente della Lanerossi, già sindaco di Schio dal 1987 al 2004. Dal 1995 al 2000 è stato presidente dell’ANCI del Veneto. È consigliere regionale uscente.
Eleonora Bertin, nata a Belluno, 31 anni, vive e lavora a Vicenza, è impiegata e laureanda in Politica ed Integrazione europea. Aderente al progetto del PD dalla sua nascita, è membro del coordinamento cittadino.
Franca Bortolamei, 60 anni, vive e lavora a Vicenza, è logopedista. Già sindaco di Gazzo Padovano. Da sempre impegnata nell’associazionismo cattolico, è stata vicepresidente del settore adulti dell’Azione Cattolica nella diocesi di Vicenza.
Stefano Fracasso, già sindaco di Arzignano dal 2004 al 2009, 45 anni, insegnante di liceo si è occupato per anni di questioni ambientali, ora è consigliere comunale
Mario Marobin, 59 anni, laureato in Fisica, dopo aver insegnato nelle scuole secondarie, lavora nell’industria privata nell’ambito della ricerca e dello sviluppo nel settore dell’automazione di fabbrica. E’ amministratore del suo comune a Campiglia dei Berici.
Claudio Rizzato, 54 anni, nato a Sandrigo e residente a Quinto Vicentino. E’ dirigente della Regione. Dal 1996 al 2001 è stato segretario provinciale dei DS. E’ consigliere regionale uscente.
Cristina Ruffato, 44 anni, nata a Vicenza vive da otto anni a Zané, è medico a Valdagno. Candidata sindaco alle ultime amministrative, è ora capogruppo del PD in consiglio comunale e coordinatrice del locale circolo.

COME VOTARE

Per votare è sufficiente tracciare una croce sul simbolo del PD e nello spazio a fianco scrivere il COGNOME di uno SOLO degli otto candidati democratici alla carica di Consigliere regionale.


Per informazioni
tel 0444 – 569552 mail:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  web: www.pdvi.it 

 

 

 

 


  Newsletter n° 27 - marzo 2010

LA SCELTA DEMOCRATICA. PER IL FUTURO DEL VENETO

Care democratiche, cari democratici

Mancano ormai appena due giorni alle elezioni regionali. Il voto del e del 29 marzo sarà fondamentale per decidere il futuro del Veneto e dei veneti. La nostra regione è a un bivio, per questo è importante che tutti i veneti vadano a votare. La prima e più importante cosa da fare, nelle prossime ore, è ricordare a tutti i nostri amici l’importanza di partecipare al voto.

La seconda cosa che mi preme fare è ricordare alcuni dati di fatto. La Lega dice agli elettori che intende fare del Veneto la prima regione a sperimentare il federalismo. Il punto è che la Lega non è credibile quando fa questa promessa. Negli ultimi anni, mentre il governo Berlusconi ha autorizzato contributi straordinari per i comuni di Roma, Catania, Palermo, gli enti locali del Veneto hanno subito un continuo taglio di risorse.

La Lega dice di voler approvare un nuovo regolamento, imponendo il voto di fiducia al Consiglio regionale. Ed è chiaro il perché: da anni le attività della Regione Veneto sono bloccate dalla lotta fra il governatore e il consiglio, dalle risse continue fra Lega Nord e Pdl.  Nel condominio rissoso del centrodestra si sono arenati piani e progetti fondamentali per il Veneto: lo statuto che aumenterebbe l'autonomia, il piano energetico su cui deve essere scritto chiaro il no al nucleare, la riforma delle Comunità Montane, il piano per la gestione dei rifiuti. Non possiamo più permetterci di perdere tempo, perché ora oltre a progettare il futuro del Veneto, dobbiamo far fronte anche agli effetti della crisi, sostenendo economicamente, ma non solo, le famiglie in difficoltà e i lavoratori. Ma non è certo il centrodestra a poter offrire una prospettiva su questi punti.

L'alternativa il 28 e 29 marzo è chiara. I veneti possono scegliere di affidare il Veneto alla Lega Nord, facendo del Veneto una regione chiusa, divisa, paralizzata dalla paura e incapace di guardare al futuro con speranza e con progetti concreti. Oppure i veneti possono scegliere l'alternativa del Partito Democratico che il proprio candidato, Giuseppe Bortolussi, lo ha scelto con un confronto aperto in Veneto, mentre il nome di Zaia è stato paracadutato da Roma e Milano nel valzer di poltrone fra Lega e Pdl. La Lega non fa che promettere ciò che non è riuscita a realizzare fino ad ora. I “bidoni” della Lega li conosciamo bene: il flop delle ronde, il federalismo delle calende greche, l’ambiguità sul nucleare.

Giuseppe Bortolussi ha dimostrato nella sua vita di conoscere bene i problemi dei veneti, delle famiglie, delle imprese, dei lavoratori, del territorio. E' una persona concreta che non promette l'impossibile, ma che è in grado di riconoscere i problemi e di avanzare soluzioni reali per risolverli. Per questo il Partito Democratico lo ha scelto come candidato presidente. Con il Partito Democratico e Bortolussi presidente il Veneto può tornare ad essere una regione aperta, unica, in grado di guardare al futuro con fiducia. Può tornare ad essere il Veneto conosciuto in tutto il mondo per le sue eccellenze.

Abbiamo di fronte una grande sfida. E insieme possiamo affrontarla con fiducia. Possiamo farlo con le nostre armi: la voglia di partecipare, di esserci, di incidere sul futuro del Veneto con idee coraggiose. Questa è la nostra forza. Facciamo grande il risultato del Partito Democratico. Facciamo l'impresa.

 Guarda e fai girare l’appello al voto di Pier Luigi Bersani

 
Guarda e fai girare gli spot elettorali del Pd Veneto