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LA SCELTA DEMOCRATICA. PER IL FUTURO DEL VENETO
Care democratiche, cari democratici
Mancano ormai appena due giorni alle elezioni regionali. Il voto del e del 29 marzo sarà fondamentale per decidere il futuro del Veneto e dei veneti. La nostra regione è a un bivio, per questo è importante che tutti i veneti vadano a votare. La prima e più importante cosa da fare, nelle prossime ore, è ricordare a tutti i nostri amici l’importanza di partecipare al voto.
La seconda cosa che mi preme fare è ricordare alcuni dati di fatto. La Lega dice agli elettori che intende fare del Veneto la prima regione a sperimentare il federalismo. Il punto è che la Lega non è credibile quando fa questa promessa. Negli ultimi anni, mentre il governo Berlusconi ha autorizzato contributi straordinari per i comuni di Roma, Catania, Palermo, gli enti locali del Veneto hanno subito un continuo taglio di risorse.
La Lega dice di voler approvare un nuovo regolamento, imponendo il voto di fiducia al Consiglio regionale. Ed è chiaro il perché: da anni le attività della Regione Veneto sono bloccate dalla lotta fra il governatore e il consiglio, dalle risse continue fra Lega Nord e Pdl. Nel condominio rissoso del centrodestra si sono arenati piani e progetti fondamentali per il Veneto: lo statuto che aumenterebbe l'autonomia, il piano energetico su cui deve essere scritto chiaro il no al nucleare, la riforma delle Comunità Montane, il piano per la gestione dei rifiuti. Non possiamo più permetterci di perdere tempo, perché ora oltre a progettare il futuro del Veneto, dobbiamo far fronte anche agli effetti della crisi, sostenendo economicamente, ma non solo, le famiglie in difficoltà e i lavoratori. Ma non è certo il centrodestra a poter offrire una prospettiva su questi punti.
L'alternativa il 28 e 29 marzo è chiara. I veneti possono scegliere di affidare il Veneto alla Lega Nord, facendo del Veneto una regione chiusa, divisa, paralizzata dalla paura e incapace di guardare al futuro con speranza e con progetti concreti. Oppure i veneti possono scegliere l'alternativa del Partito Democratico che il proprio candidato, Giuseppe Bortolussi, lo ha scelto con un confronto aperto in Veneto, mentre il nome di Zaia è stato paracadutato da Roma e Milano nel valzer di poltrone fra Lega e Pdl. La Lega non fa che promettere ciò che non è riuscita a realizzare fino ad ora. I “bidoni” della Lega li conosciamo bene: il flop delle ronde, il federalismo delle calende greche, l’ambiguità sul nucleare.
Giuseppe Bortolussi ha dimostrato nella sua vita di conoscere bene i problemi dei veneti, delle famiglie, delle imprese, dei lavoratori, del territorio. E' una persona concreta che non promette l'impossibile, ma che è in grado di riconoscere i problemi e di avanzare soluzioni reali per risolverli. Per questo il Partito Democratico lo ha scelto come candidato presidente. Con il Partito Democratico e Bortolussi presidente il Veneto può tornare ad essere una regione aperta, unica, in grado di guardare al futuro con fiducia. Può tornare ad essere il Veneto conosciuto in tutto il mondo per le sue eccellenze.
Abbiamo di fronte una grande sfida. E insieme possiamo affrontarla con fiducia. Possiamo farlo con le nostre armi: la voglia di partecipare, di esserci, di incidere sul futuro del Veneto con idee coraggiose. Questa è la nostra forza. Facciamo grande il risultato del Partito Democratico. Facciamo l'impresa.
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