FIACCOLATA A MONTECCHIO - 1° Marzo
Fiaccolata dell'1 marzo
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 06/03/2010
Fiaccolata dell'1 marzo, Montecchio Maggiore, in occasione della giornata internazionale di pro Sabato 06 Marzo 2010
Fiaccolata dell'1 marzo, Montecchio Maggiore, in occasione della giornata internazionale di protesta dei migran- ti. Lo hanno chiamato “Un giorno senza di noi", ma in questa fiaccolata sarebbe più giusto chiamarlo un giorno “con" noi. Infatti il corteo che si snodava per la cittadina era multi-colore, composto da centinaia di facce diverse, italiane e straniere, accomunate tutte dal medesimo spirito di fratellanza e solidarietà, dalla voglia di esprimere forte il bisogno di giustizia e il rifiuto di logiche discriminatorie e xenofobe. In prima fila c'erano i bambini, bellissimi, pieni di vita ed entusiasmo per quello che per loro era un bel gioco, camminare cantando davanti ad una mare di fiaccole luccicanti. Forse nella loro breve vita avranno purtroppo sperimentato la diffidenza, i rifiuti che colpiscono quotidianamente i loro genitori, ma quel giorno erano felici, allegri come solo i bambini sanno essere: chi parla di quote massime di bimbi “stranieri" nelle scuole, doveva essere lì, e vedere come parlavano bene la nostra lingua, con che grazia cantavano le nostre canzoni, come sapevano stare insieme ai loro compagni italiani, senza problemi, nella genuinità e spontaneità tipica dell'infanzia. Loro, insieme ai nostri figli, sono il futuro di questo paese. Dietro ai bambini sfilava pacificamente una moltitudine stanca di sentire slogan vuoti e cattivi, fatti solo per alimentare l'odio reciproco e lucrarci sopra, costruiti ad arte per coprire la mancanza di prospettive e risposte ad una crisi che attanaglia le famiglie e lascia a casa migliaia di padri e madri senza lavoro. Non c'era odio negli sguardi delle persone che erano a Montecchio l'1 marzo, ma la voglia di gridare la loro rabbia verso una delibera, quella del comune castellano sulla idoneità degli alloggi, che tra mille cavilli e parametri astrusi, sta rendendo la vita impossibile a centinaia di famiglie di lavoratori regolari costrette a dividersi per evitare di precipitare nella clandestinità, e a molti proprietari montecchiani, alle prese con la difficoltà di dare in affitto le loro case. Alla fine tutti hanno ascoltato in silenzio le parole di solidarietà di Bepi De Marzi, la lettera con il famoso testo di Brecht “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari" letta da una ragazza bengalese, il comizio appassionato del Presidente dell'Unione Immigrati Condè Ousmane che ha chiesto l'estensione del diritto di voto agli immigrati residenti, e la manifestazione si è sciolta ordinatamente, lasciando il paese deserto, pieno solo degli echi dell'allegria contagiosa dei bambini che sfilavano. Mattia Pilan
Guerra di numeri sulla fiaccolata "Senza di noi"
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 03/03/2010
IMMIGRATI.
La manifestazione di lunedì sera Guerra di numeri sulla fiaccolata “Senza di noi” Soddisfatti gli organizzatori, la Lega Nord parla di demagogia Mercoledì 03 Marzo 2010 PROVINCIA, e-mail print Alcuni partecipanti alla fiaccolata di lunedì sera. COLORFOTO La fiaccolata di lunedì sera alimenta il dibattito tra gli organizzatori, Cgil-Cisl-Uil più associazioni di stranieri e di volontariato, soddisfatti per l'esito della manifestazione, e le forze politiche che invece parlano di numeri bassi, demagogia e strumentalizzazioni. Giancarlo Pederzolli, della segreteria provinciale Cisl, insiste sulla grande partecipazione: «Erano state preparate 800 fiaccole - spiega - ed è chiaro, anche dalle riprese televisive, che per ogni persona con la fiaccola ce n'erano almeno due o tre senza. Non abbiamo affatto esagerato con i numeri». Gli organizzatori sono contentissimi del risultato, anche per la presenza di molti italiani: «Era un nostro obiettivo, l'abbiamo raggiunto, sono arrivati da Schio, Bassano, Thiene, Valdagno. Ed è stata una manifestazione pacifica, che voleva dire: siamo qui, vogliamo integrarci». Secondo il segretario provinciale della Lega Nord, il sen. Paolo Franco, invece, la maggioranza dei partecipanti «era composta da manifestanti legati ai movimenti No dal Molin e No alla Pedemontana, e alle associazioni sindacali», mentre era esigua la presenza degli stranieri. «Il tam tam mediatico costruito sulla delibera che regolamenta i parametri abitativi per l'idoneità alloggio adottata dal Comune di Montecchio Maggiore è pura e semplice demagogia. Il tentativo di strumentalizzazione della protesta, di cui si è servito Condè per racimolare voti in vista delle elezioni regionali, è miseramente fallito».
Girgio Zordan
Il Gazzettino (Vicenza) Martedì 2 Marzo 2010,
“Un giorno senza di noi”, così è stata battezzata la “Journée sans immigres” nata in Francia e allargatasi a più Paesi europei che ieri ha visto manifestazioni anche in sessanta città Italiane. Ma, per quanto s'è visto ieri sera a Montecchio Maggiore, verrebbe da dire “Un giorno con noi”. Oltre 3 mila le persone presenti per gli organizzatori, la maggioranza immigrati provenienti anche da città e paesi vicini, ma anche tanti italiani, montecchiani e non assieme a sindacati e associazioni di volontariato. Una fiaccolata tinta di giallo, il colore che non appartiene ad alcun partito, tra canzoni, slogan, tamburi e flauti, per richiamare l'attenzione sulle tante, troppe difficoltà che i migranti sono chiamati ad affrontare, soprattutto di ordine burocratico. Che si è voluta tenere a Montecchio Maggiore perchè “l'attuale amministrazione leghista che con una delibera ha cambiato i parametri per ottenere l'idoneità dell'alloggio mettendo in difficoltà circa il 70 % di famiglie regolari di lavoratori stranieri, tra i quali non mancano chi ha acceso un mutuo per comprare una casa che ora risulta non essere in regola”. Il corteo è partito puntuale alle 20 da via Tecchio, scortato da polizia, carabinieri e polizia locale, e dopo aver percorso le vie interne al paese, evitando però di passare davanti alla casa del sindaco Milena Cecchetto nonostante ad un certo punto sia stata a poche decine di metri, è approdato davanti al municipio in maniera ordinata e tranquilla. Ad aprire il comizio Bepi De Marzi, che richiamando Mario Rigoni Stern ha detto che “al mondo siamo tutti paesani”, ed ha bacchettato la giunta leghista invitandola a “togliere la croce, simbolo di fratellanza e fraternità, dall'entrata del Municipio: è un insulto alla nostra fede”. La parola è quindi passata ad una lavoratrice del Bangladesh che ha letto un comunicato unitario iniziato con una poesia di Bertold Brecht: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare”.
Studenti contro la xenofobia
Condè: «Questi ragazzi dimostrano che c'è gente ha a cuore i nostri diritti»
Il Gazzettino (Vicenza) Martedì 2 Marzo 2010,
«Questi ragazzi dimostrano che c'è una fetta di popolazione che ha a cuore i nostri diritti», dice Ousmane Condè, dell'Unione Immigrati indicando il corteo studentesco. Quello che ieri mattina ha sfilato lungo le vie del centro storico per dire no al razzismo e alla xenofobia, per reagire al clima di intolleranza di cui «segnali evidenti sono la delibera sui parametri di idoneità d'alloggio a Montecchio Maggiore e il tetto del 30 per cento di stranieri introdotto nelle scuole dal Comune di Vicenza». Un corteo fatto di ragazzi che ora chiedono che il tema dell'antirazzismo entri nelle scuole. Si sono dati appuntamento alla stazione ferroviaria di Vicenza, gli studenti che hanno risposto all'appello del Collettivo studenti per la scuola pubblica e del Coordinamento studentesco prendendo parte alla manifestazione contro la discriminazione. Erano circa trecento, alcuni con un nastro giallo legato al braccio o con la spilletta del Comitato Primo Marzo, simboli della mobilitazione. Un corteo eterogeneo che rispecchiava la composizione delle classi e della società, con i figli dei migranti che in alcuni casi hanno sfilato assieme alle loro famiglie. C'erano anche i lavoratori stranieri come Simgh Gurham, indiano trapiantato a Montecchio Maggiore, deciso a continuare lo sciopero della spesa. Hanno percorso Corso Palladio per poi svoltare verso la Prefettura e raggiungere infine l'Ufficio scolastico provinciale di Borgo Scroffa. Qui, mentre fuori si esibivano due gruppi musicali, uno di questi formato da studenti stranieri, una delegazione “multietnica” di ragazzi ha chiesto un incontro con un rappresentante dell'ex provveditorato. «Abbiamo lanciato l'idea – spiega Nicole Ziliotto, del coordinamento - di organizzare una giornata in tutte le scuole dove si parli di integrazione e antirazzismo, dedicata sia agli studenti, con incontri mattutini, sia ai genitori, con incontri serali. È importante infatti sensibilizzare non solo i nostri coetanei ma anche le loro famiglie. Perché spesso il clima di intolleranza si comincia a respirare in casa».
«Qui l'integrazione non solo non è mai decollata, ma ha fatto passi indietro»
Il Gazzettino (Vicenza) - Martedì 2 Marzo 2010, VICENZA -
«Nel Vicentino l'integrazione non solo non è mai decollata, ma addirittura ha fatto passi indietro». All'indomani della giornata di mobilitazione contro il razzismo, Morteza Nirou, iraniano, tra i rappresentanti del coordinamento delle associazioni di immigrati del capoluogo, attacca duramente le politiche nei confronti degli stranieri. Stranieri che, osserva, sono sempre più preoccupati. «Da una parte c'è la crisi globale che non ha risparmiato nemmeno i lavoratori immigrati, alle prese con spese e mutui. Dall'altra ci sono Comuni che adottano delibere creative come quella in vigore a Montecchio Maggiore, che prevede l'idoneità dell'alloggio. Questo provoca disagio e frustrazione. Di riflesso vengono colpiti anche i figli degli immigrati, i quali, finché la casa non rispetta i parametri imposti dal Comune, non vengono nemmeno riconosciuti». Ma gli stranieri, annuncia Nirou, ex sindacalista ed ex consigliere di Rifondazione comunista della circoscrizione 6, si sentono tutt'altro che vinti: «Quella che abbiamo organizzato è solo la prima manifestazione del genere e non sarà certo l'ultima. Lo sciopero della spesa, per esempio, potrà essere esteso a quei comuni intolleranti nei quali verranno prese decisioni ostili verso i cittadini stranieri. La partecipazione di molti giovani mi ha fatto molto piacere. Significa che il messaggio è passato, anche se non si è trattato di uno sciopero vero e proprio. Abbiamo spiegato le nostre ragioni pure al prefetto». Secondo Morteza più di qualche immigrato ha già fatto le valigie e ha lasciato la provincia: «Sì, è un fenomeno in crescita. Sono numerosi i ghanesi e i nigeriani che si sono trasferiti in Inghilterra. Come criticarli? Qui da noi la vita è sempre più difficile. Trovare un lavoro o una casa è un'impresa. Ma in questo modo all'Italia viene a mancare forza lavoro qualificata. Gli immigrati, è bene ricordarlo, sono cittadini come gli altri, pagano tasse e contributi e dovrebbero avere gli stessi diritti degli italiani. Anche i ricongiungimenti familiari risentono del problema». Per l'esponente del coordinamento stranieri, infine, sono ormai maturi i tempi per concedere il voto amministrativo agli stranieri: «Solo così i partiti si accorgono della loro presenza. Il consigliere aggiunto? Non avrebbe senso, visto che di fatto non ha alcun potere. Ed è giusto che ogni minoranza abbia un proprio luogo di culto». Roberto Cervellin
Mille in strada e un solo slogan «La casa è un diritto di tutti»
Corriere del Veneto (Ed. Vicenza) 2 mar 2010 VicenzaA. Al.
Il corteo da Alte a piazza Duomo, soddisfatti i sindacati Fischietti, tamburi e candele per la protesta degli stranieri MONTECCHIO MAGGIORE - In più di mille a gridare «no al razzismo» e «la casa è un diritto di tutti» lungo il centro storico di Montecchio. Pienamente riuscita, secondo gli organizzatori Cgil, Cisl e Uil, la fiaccolata di «Un giorno senza di noi» ieri sera da Alte al cuore della città castellana: un serpentone di uomini e donne di ogni età, etnia e religione tutt'altro che silenzioso, a dispetto di quanto annunciato all'inizio. Fischietti, tamburi e soprattutto slogan, molti dei quali apertamente ostili all'amministrazione comunale leghista, sono risuonati per tutto il percors. La manifestazione non ha comunque registrato incidenti di nessun tipo. Il corteo vicentino di «Un giorno senza di noi» è stato organizzato a Montecchio in segno di opposizione a una delibera sugli alloggi approvato dall'amministrazione che ha scatenato il dissenso degli stranieri. Il testo ha incrementato gli standard abitativi delle abitazioni e gli extracomunitari che non rispettano i requisiti non ottengono l'idoneità di alloggio dal municipio, necessaria al rinnovo del permesso di soggiorno. Contro questo provvedimento l'Unione degli immigrati provinciale sabato scorso ha indetto uno sciopero della spesa, mentre in parallelo le organizzazioni sindacali hanno annunciato un'azione legale. A loro, ieri si è aggiunta la fiaccolata che ha acceso i riflettori sulle situazioni vissute dai cittadini non italiani dell'Ovest Vicentino. «Qualcuno in città oggi ha tenuto a casa i bambini e non è andato al lavoro - spiegava all'inizio del corteo Ousmane Condè dell'Unione Immigrati - ma lo ha fatto di propria spontanea volontà». Fra tamburi e megafoni si accalcava dietro grandi striscioni gialli una folla rumorosa e allegra di bengalesi, pachistani, africani, qualche cinese e anche qualche immigrato balcanico: molti con una fiaccola accesa in mano, anche i bambini, quasi tutti con un indumento giallo indosso o una fascia color canarino allacciata alla manica. Partiti in poco più di trecento, i manifestanti sono aumentati durante il percorso, quando sono arrivati gruppi dalle altre città della provincia. Presenti in forze i sindacati della Triplice, con il loro servizio d'ordine, e gli RdB-Cub. Gli slogan gridati dalla folla, inneggianti a pace e fratellanza fra i popoli, sono diventati via via più aspri avvicinandosi al Comune, dove si è sentito urlare apertamente «Lega razzista». Erano presenti fra la folla anche il consigliere comunale di Vicenza Giovanni Rolando del Pd, venuto «in coerenza con la proposta di estensione del voto amministrativo presentata a Vicenza», e il maestro Bepi De Marzi, che non ha risparmiato una battuta caustica: «Il sindaco di Montecchio dovrebbe almeno togliere la croce dal cortile del Comune, in quello che fa non c'è niente di cristiano». La folla (più di un migliaio di persone secondo la questura), si è sciolta pacificamente in piazza Duomo. Alte Ceccato La fiaccolata di ieri sera lungo le vie di Alte ( Nel Vicentino è stato scelto Montecchio Maggiore per la giornata nazionale di protesta degli stranieri. Si contestava in particolare la delibera del Comune che rivede le metrature delle case
Fiaccolata nel segno della dignità
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 02/03/2010
LA MANIFESTAZIONE. La sfilata da Alte al municipio organizzata dai residenti stranieri nell'ambito dell'iniziativa “Un giorno senza di noi” Fiaccolata nel segno della dignità Antonella Fadda
La richiesta: il Comune riveda la delibera sui parametri abitativi Alla fine l'intervento di De Marzi: «Montecchio non è razzista» Martedì 02 Marzo 2010 PROVINCIA, e-mail print Fazzoletti gialli, musica e danze e l'immancabile bandiera del Che. Ma anche fiaccole a illuminare le vie castellane; e bambini, molti bambini in prima fila. Italiani e stranieri di etnìa indiana, bangladese e africana hanno sfilato da Alte al municipio di Montecchio in modo ordinato, portando soprattutto allegria al ritmo dei tamburi africani e musiche esotiche. Erano oltre un migliaio: 750 per le forze dell'ordine, 3.000 per gli organizzatori. Non solo residenti, ma stranieri provenienti da fuori. Colore imperante il giallo, ufficialmente scelto per evitare correnti politiche, che tutti portavano come fascia al braccio o in testa. Nessuna contestazione all'amministrazione, ma solo la richiesta pressante che la giunta castellana riveda la propria decisione sui parametri abitativi: «Restringendo i parametri - hanno detto i manifestanti - il 60 per cento delle famiglie di extracomunitari di Montecchio è stato messo in difficoltà. Tutti insieme chiediamo che la delibera venga ritirata». E se da più parti si vociferava la presenza di facinorosi che avrebbero potuto portare scompiglio allo svolgersi della manifestazione, voci di corridoio affermavano invece che ad alcuni elementi poco graditi era stato consigliato di non essere presenti. I sindacati hanno deciso di sfilare senza alcuna bandiera, mentre qualche lavoratore straniero ha scelto di esibirla ugualmente. Il lungo serpentone, partito da via Tecchio e scortato dalle forze dell'ordine, ha esposto diversi striscioni che chiedevano lavoro, casa e diritti, ma anche uguaglianza; non sono mancati slogan contro il razzismo: «Non siamo criminali - hanno gridato - ma lavoratori. Basta maltrattamenti». Davanti al municipio, a sorpresa è intervenuto Bepi De Marzi il quale, dopo aver con [FIRMA]humor ringraziato «gli immigrati delle forze dell'ordine venuti qui a manifestare la nostalgia del loro Paese» ha citato Rigoni Stern: «Siamo tutti paesani sia di Montecchio che del mondo. E quando un nostro fratello viene umiliato, ci sentiamo umiliati anche noi. Noi tutti sappiamo che Montecchio non è razzista». Una lavoratrice bangladese ha poi letto un comunicato unitario ricordando la famosa poesia di Bertold Brecht “Prima vennero...” dedicata alla deportazione nei campi nazisti durante la seconda guerra mondiale: «Per questo siamo qui oggi, per affermare la nostra volontà di integrarci senza perdere i nostri valori e senza inquinare i vostri. Siamo felici che molti italiani siano qui con noi, che molte associazioni di italiani, i sindacati, e tante altre abbiano sentito il bisogno di starci vicino, di non restare in silenzio di fronte al rischio che l'Italia possa diventare un Paese xenofobo». La serata si è conclusa poi senza incidenti.
«Ora i miei appartamenti sono vuoti»
Corriere del veneto (Ed. Vicenza) 28 feb 2010 VicenzaAndrea Alba
Con la nuova delibera MONTECCHIO MAGGIORE - I detrattori lo hanno detto subito: quella delibera colpisce non solo gli stranieri ma anche gli italiani. Esempio ne è Rachele Marzotto, pensionata che ora si trova senza un'entrata fissa, quella che le permetteva di mantenersi: proprietaria di due appartamenti in centro è rimasta senza inquilini. «Una famiglia è dovuta andar via a novembre - spiega - gli era nato un bambino e il Comune non gli dava l'idoneità d'alloggio per il neonato. L'altra andrà via entro pochi giorni, lavorano e sono qua da anni ma hanno il permesso bloccato per lo stesso motivo. E io non posso rinnovare il contratto d'affitto: se non sono in regola rischio il carcere da sei mesi a tre anni». La donna cammina con difficoltà, ha una stampella. Però assicura che farà il possibile per essere presente almeno all'inizio della fiaccolata silenziosa programmata per lunedì sera ad Alte da sindacati e migranti, alle 19.30, in segno di protesta. Il testo, che ha modificato la normativa comunale, ha aumentato le dimensioni minime delle case in rapporto al numero di abitanti. «Sono andata tre volte dall'assessore all'Urbanistica, ma non c'è stato nulla da fare, la delibera resta com'è. In Comune mi è stato detto che ci sono altre 300 proprietari di case a Montecchio nelle mie condizioni», racconta l'anziana che mostra l'appartamento vuoto al primo piano di uno stabile degli anni '60. «E' ampio 72 metri quadri, nel 2005 lo abbiamo sistemato per ottemperare alla normativa in vigore allora - continua Rachele - ci ha vissuto una famiglia bengalese». L'uomo, saldatore, ci viveva con la moglie e un figlio. Poi ne è nato un secondo, evento che ha costretto la famiglia a spostarsi. «Mi è dispiaciuto tanto che andassero via - prosegue l'anziana - gli avevo insegnato io a pulire, all'inizio non lo facevano: quando arrivano in Italia loro certe cose non le hanno mai viste. Un giorno gli ho portato il detersivo per i pavimenti e gli ho fatto vedere come si fa: erano contentissimi. Prima di andarsene hanno pulito tutto. Il Comune mi contesta l'ampiezza della cucina: è di otto metri quadri, collegata alla sala da pranzo più ampia, da 19 metri. Dicono che dovrei buttare giù la parete divisoria, perché la cucina deve essere di almeno 14 metri quadrati. Agli altri inquilini ho consigliato di andare a vivere ad Arzignano».
Montecchio I parametri abitativi non si toccano Montecchio «I parametri abitativi non si toccano»
Domenica 28 Febbraio 2010, (G.Z.) Il Gazzettino
“L'amministrazione comunale di Montecchio non farà alcun passo indietro sulla delibera n. 347 dello scorso 9 dicembre: nonostante i ripetuti annunci lanciati attraverso i mass media, ad oggi non è stato presentato alcun ricorso contro la delibera in oggetto, per il quale i tempi sarebbero peraltro già scaduti”. Questa la risposta in relazione all'annuncio da parte di Cgil-Cisl e Uil di aver impugnato la delibera sui parametri abitativi per l'idoneità alloggio approvata lo scorso luglio dalla giunta. “Nel momento in cui riceveremo la notifica sia del ricorso che di un eventuale avvio della causa civile, annunciata ieri dai sindacati per conto di alcuni stranieri, valuteremo il tutto e procederemo di conseguenza. Le delibere n.233 (del 6 luglio 2009) e la n.347 non sono illegittime, in quanto ristabiliscono i parametri definiti dalla Regione e in vigore a Montecchio Maggiore fino al giugno 2006. Parametri che questa amministrazione ha riapplicato senza alcuna modifica”.
Una giornata senza spesa Gli stranieri: «E' andata bene»
Corriere del Veneto (Ed. Vicenza) 28 feb 2010 Vicenza
Ieri la protesta a Montecchio Maggiore. E domani cortei VICENZA - C'è chi legge il volantino, gira il carrello e se ne torna in macchina, alla ricerca di un supermercato al di fuori dai confini di Montecchio Maggiore. Chi non sa dello sciopero della spesa, però non ha altro tempo a disposizione e quindi entra ugualmente, promettendo di comperare «solo lo stretto necessario». E i negozianti che, pur essendo sabato, ad occhio dicono di aver notato un calo di clientela. Gli stranieri sono contenti. «Lo sciopero è stato superiore a quanto io stesso immaginavo», commentano gli immigrati. E domani, tra Vicenza e Montecchio, cortei e fiaccolate per i diritti degli stranieri. Vedi
Pochi immigrati in fila alle casse «Lo sciopero della spesa ha vinto»
Corriere del Veneto (ed. Padova) 28 feb 2010 PadovaElfrida Ragazzo Angela Pederiva
A Montecchio Maggiore, contro le misure anti-stranieri MONTECCHIO MAGGIORE (Vicenza) C'è chi legge il volantino, gira il carrello e se ne torna in macchina, alla ricerca di un supermercato al di fuori dai confini di Montecchio Maggiore. Chi non sa dello sciopero della spesa, però non ha altro tempo a disposizione e quindi entra ugualmente, promettendo di comperare «solo lo stretto necessario». E i negozianti che, pur essendo sabato, ad occhio dicono di aver notato un calo di clientela. Doveva fungere da messaggio, una sorta di sensibilizzazione contro la delibera della giunta comunale di Montecchio Maggiore che ha aumentato le dimensioni minime delle case in rapporto al numero degli occupanti e, a detta degli organizzatori, lo sciopero della spesa indetto dall'Unione degli immigrati nel Comune dell'Ovest vicentino con una presenza straniera superiore al 18 per cento, è andato oltre le aspettative. «L'adesione è stata superiore a quanto io stesso immaginavo - commenta Ousmane Condè, presidente provinciale dell'Unione degli immigrati -. Con questa protesta non vogliamo colpire i commercianti, ma dare un segnale. Non sono solo gli stranieri ad avere problemi con questa delibera, ma ci sono anche trecento castellani che non possono mettere il loro appartamento in affitto. Si va a colpire chi è regolare, onesto».
Lo sciopero funziona a metà
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 28/02/2010
IMMIGRAZIONE.
I cittadini intervistati hanno dubbi sull'efficacia dell'iniziativa e chiedono il rispetto della Bossi-Fini Lo sciopero funziona a metà Antonella Fadda Buono ma non massiccio il boicottaggio della spesa organizzato dall'Unione stranieri della provincia Domenica 28 Febbraio 2010 PROVINCIA, e-mail print Buona ma non massiccia l'adesione allo sciopero della spesa da parte degli stranieri nei supermercati e discount di Montecchio. Nonostante tutto ieri mattina molte famiglie extracomunitarie hanno effettuato i loro acquisti come accade tutti i sabati destreggiandosi lungo i corridoi per riempire il proprio carrello con le scorte settimanali. Se ieri però la protesta, fortemente voluta e portata avanti dall'Unione Immigrati in tutti questi mesi, ha avuto luogo, molti stranieri, pur aderendo all'iniziativa, hanno anticipato di un solo giorno gli acquisti, recandosi numerosi a far la spesa venerdì ad Alte e Montecchio. Sull'efficacia dell'iniziativa gli italiani residenti a Montecchio esprimono in generale dubbi e perplessità. Tanti ammettono di non interessarsi della questione e di esserne venuti a conoscenza per il tamtam mediatico; molti ritengono che la protesta, più che spingere il Comune a rivedere le proprie decisioni, colpisca i commercianti castellani. Altri addirittura pensano che l'attenzione dell'amministrazione vada focalizzata in particolare sul controllo di chi viola la legge "Bossi-Fini" sulla immigrazione clandestina. La fiaccolata multietnica invece, prevista per lunedì sera viene ritenuta dai più un modo democratico per esprimere le proprie idee ed il proprio, eventuale, dissenso. Ma niente di più. «Lo sciopero potrebbe nuocere in particolare ai piccoli commercianti - commenta Enrico Carta - e comunque l'amministrazione non risolve molto con la modifica dei parametri, in questo modo non mandano sicuramente via gli irregolari. Non devono cercarli negli appartamenti ma per strada, al bar. Che provino a chiedere documenti a chi sta tutto il giorno in questi locali senza lavorare». Anche Monica Meggiolaro si dice dubbiosa sulla riuscita dello sciopero: «Non credo che riusciranno ad ottenere qualcosa - osserva - o se comunque servirà. Quel che è certo che gli stranieri che hanno un lavoro, pagano le tasse e tentano di integrarsi debbano avere i nostri stessi diritti. E ce ne sono tanti. È chi arriva in Italia con altre intenzioni che va espulso». «Lo sciopero? - chiede dubbiosa Lucia, madre di due bimbe - non penso avrà l'effetto sperato. Dopotutto c'è da considerare che gli stranieri spesso preferiscono fare acquisti in negozi dei loro connazionali». Dello stesso parere anche Antonella Pantano: «Gli stranieri in genere preferiscono esercizi commerciali dove possono comprare alimentari del loro paese - osserva - quindi boicottare quelli italiani sicuramente non cambierà la situazione». Prosegue, «E anche fare sciopero per un giorno non credo servirà a molto». Qualcuno ritiene, a sua volta, che la protesta attuata sia un modo democratico per far sentire la propria voce: «Poi - spiega Mauro Spinato Campigli - rimane il dubbio che riescano ad ottenere o meno qualche cambiamento. È certo comunque che ogni tipo di manifestazione o sciopero che sia viene demandato ad altre sedi». Una trentina di manifestanti marcati a vista da altrettanti uomini delle forze dell'ordine. Due automezzi ed una pattuglia dei Carabinieri, un furgone ed una pattuglia della Polizia più un'altra auto dei Vigili. Per un totale di circa 25 uomini a sorvegliare poco più di trenta persone che ieri pomeriggio in piazza San Paolo ha distribuito volantini e spiegato, in diverse lingue, i motivi dello sciopero della spesa e della fiaccolata. «La partecipazione allo sciopero è stata superiore alle nostre aspettative - ha detto il presidente dell'Unione Immigrati, Ousman Condè -. Non vogliamo colpire i commercianti, la nostra è solo un'azione nei confronti del comune», perchè capisca cosa sarebbe questa città senza di noi». A.F.
Oggi sciopero della spesa Lunedì la fiaccolata
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 27/02/2010
LA PROTESTA Oggi sciopero della spesa Lunedì la fiaccolata Sabato 27 Febbraio 2010 PROVINCIA, e-mail print È giunto il giorno dello sciopero della spesa. Supermercati, hard discount e negozi di vicinato di Montecchio non saranno frequentati oggi da immigrati che, come consuetudine, fanno la spesa settimanale. Lo scopo è dare un “assaggio” di quella che potrebbe essere una società senza stranieri. E l'idea dello sciopero della spesa è stata, da mesi, fortemente voluta dalle associazioni degli immigrati proprio per dare un segnale forte all'amministrazione castellana affinché riveda la propria posizione riguardo le delibere emanate e luglio e dicembre sull'idoneità d'alloggio per gli stranieri. Lunedì invece sarà la volta della fiaccolata multietnica organizzata dall'Unione Immigrati di Vicenza, sindacati Cigl, Cisl e Uil, Comitato Primo Marzo “Un Giorno senza di noi" ed associazioni di volontariato che operano nel territorio. Alla manifestazione aderiranno anche Psi e Sel. Il corteo partirà alle 20 da Alte, all'altezza dell'incrocio di via Tecchio con la regionale 11; proseguirà per le vie Circonvallazione e Madonnetta, giungerà in piazza Garibaldi, poi via Lorenzoni per arrivare in piazza Marconi e via Roma. La fiaccolata si concluderà davanti al municipio di Montecchio. A.F.
Immigrati, lunedì sciopero e corteo degli studenti berici
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 26/02/2010
SUPERIORI. La sera fiaccolata a Montecchio
Una manifestazione di studenti delle superiori in città Appuntamento alle 8.30 in stazione, dopodiché corteo lungo le vie del centro; destinazione contrà Gazzolle, palazzo della Provincia dove studenti e immigrati daranno vita ad un dibattito, ma anche a momenti di intrattenimento musicale. È questo il programma che i rappresentanti del Collettivo studenti e del Coordinamento studentesco hanno illustrato ieri in vista della manifestazione di lunedì, 1° marzo, giornata internazionale di mobilitazione dei migranti, che ha mosso i primi passi in Francia e si è poi diffusa, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sui lavoratori stranieri che rappresentano per qualsiasi Stato una ricchezza culturale ma prima di tutto economica. «Si provi a immaginare una giornata senza immigrati: centinaia di bambini e anziani privi di assistenza, ettari ed ettari di terreno lasciato incolto», fa notare Davide Primucci, esponente del Collettivo vicentino, che punta il dito contro i risultati “sconcertanti” di un'indagine promossa dalla Conferenza delle assemblee delle Regioni, nell'ambito dell'Osservatorio della Camera sui fenomeni di xenofobia e razzismo. «Il 45,8% dei giovani è intollerante nei confronti degli stranieri: una realtà triste, che i recenti provvedimenti in materia scolastica non contribuiscono a contrastare. A nostro avviso infatti introdurre il tetto massimo del 30% di alunni stranieri per classe è anticostituzionale dal momento che la scuola, come recita l'articolo 34, deve essere aperta a tutti». Come noto, la sera alle 19.30 ci sarà poi una fiaccolata a Montecchio Maggiore organizzata dagli immigrati con Cgil, Cisl e Uil. AN.MA.
Sciopero della spesa accompagnato da fiaccolata
Sciopero solo della spesa e fiaccolata a Montecchio
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 16/02/2010
IMMIGRATI. Un corteo anche l'1 marzo in città: alle 8.30 davanti alle Fs Sciopero solo della spesa e fiaccolata a Montecchio Martedì 16 Febbraio 2010 CRONACA, e-mail print Di sciopero non si parla più che non sia solo quello riferito alla spesa che le associazioni immigrati e non solo faranno sabato 27 febbraio a Montecchio, ma l'iniziativa sarà estesa a tutta la provincia. Rimane confermato che i bambini resteranno a casa da scuola il 1 marzo e che nello stesso giorno ci saranno due manifestazioni. La prima a Vicenza organizzata dal Coordinamento studenti a cui molte associazioni si sono unite. Ritrovo alle 8.30 davanti al piazzale della stazione Fs. Poi, per quanto riguarda il percorso è ancora tutto da decidere, infatti non è stata chiesta alcuna autorizzazione in questura. A parlare ieri nella sede della Casa della pace in contrà Mure Porta Nuova i rappresentanti di alcune associazioni che aderiranno a “Una giornata senza di noi” nella fattispecie i rappresentanti del Coordinamento immigrati con Nirou Morteza, Arci ragazzi e Arci servizio civile. A fare da portavoce Teo Molin Fop del presidio permanente contro la nuova base americana. «Ci preme sottolineare - afferma- che il significato della giornata è importante e per questo molte associazioni hanno aderito. Non è ancora stato deciso tutto. Ma alcuni appuntamenti stanno prendendo forma. Il 27 febbraio, nel corso dello sciopero della spesa, organizzeremo un gazebo a Montecchio Maggiore per spiegare alla cittadinanza che cosa sta accadendo: lo faremo in piazza Carli oppure ad Alte. Inoltre per il 1 marzo nel corso della manifestazione che si terrà a Vicenza, oltre al corteo verrà attrezzato un palco per un concerto e per uno spettacolo teatrale». E' stata spostata di un'ora, invece, l'inizio della fiaccolata a Montecchio Maggiore. «E questo solo per permettere - continua Teo Molin Fop - che altri lavoratori raggiungano il centro castellano. Per cui non più alle 18.30 bensì alle 19.30. Mentre alle 17, Arci ragazzi intratterrà i bambini con giochi in piazza S.Paolo davanti alla chiesa». Di fatto, almeno durante la serata , Montecchio resterà il fulcro della manifestazione anche perchè- sostengono i rappresentanti delle associazioni- si vuole mettere in evidenza quanto e come la delibera approvata dal Consiglio comunale sugli standard abitativi stia mettendo in difficoltà molte famiglie immigrate. Al riguardo i sindacati hanno già presentato un ricorso. Anche in questo caso il percorso della fiaccolata non è stato concordato. Insomma, poche cose certe e molto ancora in cantiere. Se le associazioni immigrati compreso il coordinamento e l'Unione hanno dato il loro assenso, c'è da segnalare la contrarietà alla manifestazione che la comunità rumena ha voluto esternare in un comunicato firmato da Marian Mocanu. «I nostri diritti dobbiamo farli valere all'interno delle istituzioni».C.R.
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 09/02/2010
EXTRACOMUNITARI.
Tutto deciso per il 1° marzo: non ci sarà sciopero Cortei, alunni a casa niente spesa e fiaccole Chiara Roverotto Cgil, Cisl e Uil danno appuntamento a tutti i lavoratori alle 18.30 a Montecchio Maggiore Martedì 09 Febbraio 2010 CRONACA, e-mail print Gli immigrati manifesteranno Accantonata le parole sciopero, astensione dal lavoro, quella dell'1 marzo si annuncia come una manifestazione «per un percorso culturale che spieghi il fenomeno delle migrazioni al di fuori dei contesti politici. Quindi tutti: associazioni di migranti e italiane, sono concordi nel ricercare tutte le forme utili ad indicare non solo i problemi, ma anche le soluzioni facendosi carico, e coinvolgendo altri in questa strada che deve unire e non dividere». Parole di Cgil, Cisl e Uil in una nota firmata da Giancarlo Pederzolli, Fabiola Carletto e Carlo Biasin . «Quindi - proseguono i sindacati- si è deciso di organizzare una grande manifestazione provinciale nella serata del 1 marzo a Montecchio Maggiore, senza simboli di appartenenza che non sia il colore simbolico: il giallo, scelto in tutta Europa per quel giorno». «Dopo la manifestazione- proseguono i sindacati- intavoleremo con le autorità competenti un dialogo volto a trovare soluzioni che risolvano i problemi più urgenti che ci sono sul tappeto». Questo il messaggio dei sindacati alla luce della riunione che si è tenuta la scorsa settimana nel salone dei padri Saveriani in viale Trento alla quale hanno partecipato anche i componenti di varie associazioni di immigrati. Ciò non toglie che gli stranieri abbiano deciso di proseguire con l'idea dello sciopero della spesa che si farà il 27 febbraio. «Non perchè vogliamo danneggiare i lavoratori del commercio - spiega Ousmane Condè, dell'Unione Immigrati -, ma perchè vogliamo lanciare un segnale immediato, forte e , soprattutto, evidente che testimonia come anche noi contribuiamo all'economia di questo paese comprando, acquistando, lavorando e non solo. E le istituzioni rispondon con decreti sicurezza, permessi di soggiorno a punti, solo per citarne alcune». Inoltre, i bambini resteranno a casa da scuola l'1 marzo. Il coordinamento studenti, invece, appoggerà una manifestazione che si terrà nella mattinata a Vicenza. «Se qualche immigrato si vorrà mettere in ferie e vorrà partecipare ben venga - continua Condè - anche perché ci hanno dato la loro adesione altre associazioni pacifiste e non solo».






