Interrogazioni On. Daniela Sbrolini
Interrogazione a risposta scritta
Roma, 23 febbraio 2010
SBROLLINI DANIELA - Al Ministro della Giustizia on. Angelino Alfano
Ipotesi di soppressione del Tribunale di Schio (Sezione distaccata del Tribunale di Vicenza)
Appreso che
nella seduta del 13 gennaio il plenum del Csm ha adottato la risoluzione concernente la revisione delle circoscrizioni giudiziarie prevedendo la revisione degli 88 Tribunali che hanno meno di 20 giudici e la soppressione delle sedi staccate.
Valutato che
tale risoluzione potrebbe portare alla soppressione del Tribunale di Schio con il trasferimento dell'ambito di competenza dello stesso al Tribunale di Vicenza o, in ulteriore ipotesi, come ripreso da alcuni articoli usciti sul Giornale di Vicenza in data 30/1/2010 e 2/2/2010, al Tribunale di Bassano del Grappa.
Premesso che
il Tribunale di Schio serve un bacino di utenza di 225 mila abitanti (37 Comuni da Lastebasse a Zugliano; da Trissino a Recoaro, passando per Valdagno, Malo e Thiene) e di oltre 8 mila industrie censite.
l'ambito territoriale di competenza del Tribunale di Schio per la sua ampiezza e eterogeneità non risulta trasferibile all'interno della competenza del Tribunale di Vicenza (realtà di per sè già congestionata ed in carenza di organico). Tema già sollevato dai Parlamentari vicentini al Ministro e al CSM.
il Tribunale di Schio risulta essere permanentemente sotto organico e che nel detto Tribunale risultano presenti solo 3 Giudici a fronte di un continuo aumento del contenzioso civile, come risulta dalla Relazione del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Vicenza all’assemblea ordinaria del 28 gennaio 2010, "al 30/09/2009 il carico medio di cause civili ordinarie per ciascun magistrato della Sezione distaccata era di circa 1300” e che "il ruolo generale del contenzioso civile registra un continuo aumento: 2921 nel 2007; 3004 nel 2008 e, sino al 18/12/2009 3000 cause.
il Tribunale di Schio risulta altresì carente di organico per quanto concerne il personale sia della Cancelleria Civile che Penale tanto che le stesse, dal 2007 ad oggi hanno visto dimezzato il personale senza copertura dei posti vacanti per quiescenza e che, come ricorda ancora il Consiglio dell’Ordine, risulta particolarmente grave anche "la situazione dell’Ufficio notifiche presso la Sezione, in cui persiste l’insufficienza dell’organico in relazione al carico di lavoro e alla estensione del territorio, fattori che incidono in modo determinante sul funzionamento dell’ufficio”.
Vicenza si colloca (insieme a Treviso) all’ultimo posto in assoluto, sul piano nazionale, nel rapporto Magistrati/abitanti, mentre nello stesso tempo rappresenta una delle zone più densamente popolate e industrializzate del ricco Nord-Est, e che pertanto è da decenni ingiustamente e assurdamente discriminata nella distribuzione delle risorse statali destinate al pianeta giustizia e all’ordine pubblico.
Considerato che
il Tribunale di Schio, atteso il numero di cause seguite e l’ampiezza del proprio ambito di competenza, necessita di una maggior destinazioni di risorse al fine di poter offrire ai cittadini di tutto l’Alto Vicentino una giustizia che sia quanto più possibile rapida e certa.
il Tribunale di Schio risulta essere l’ultimo presidio giudiziario dell’alto vicentino ed il solo collegamento in questo territorio fra la Giustizia e i cittadini.
la soppressione del Tribunale di Schio infliggerebbe un’ulteriore ferita al principio di equa distribuzione nel territorio dei presidi giurisdizionali, comportando grossi disagi e disservizi, maggiori costi e perdite di tempo per i cittadini-utenti;
la riconosciuta “montanità” della zona consiglierebbe semmai di potenziare la disponibilità di servizi pubblici, come quello dell’amministrazione della giustizia, sul territorio;
i tribunali rappresentano il più rilevante presidio di legalità sul territorio ed è pertanto necessario che gli stessi siano ubicati in zone tali da renderli il più facilmente possibile raggiungibili da ogni cittadino utente in caso di soppressione del Tribunale di Schio l'intero territorio dell'Alto Vicentino si troverebbe dunque privato di un servizio fondamentale
Preso atto
dell’atteggiamento di ferma contrarietà a tale ipotesi espresso dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza;
dell’atteggiamento di molti Sindaci dell’area dell’alto vicentino, di colore politico diverso, che si sono già espressi contrari all’ipotesi di soppressione del Tribunale di Schio.
Segnalato come lo stesso presidente dell'Ordine degli Avvocati di Vicenza Lucio Zarantonello con un intervista rilasciata in data 4 febbraio 2010 al Giornale di Vicenza ha affermato che il progetto di accorpare la sezione distaccata di Schio sotto la competenza del Tribunale di Bassano del Grappa è "un progetto da contrastare con fermezza perchè non ha alcun significato costringere la gente di Recoaro e Valdagno a sobbarcarsi un viaggio fino a Bassano magari per prendere un certificato giudiziario, tenuto conto della viabilità dell'Alto Vicentino" precisando inoltre che "tenuto conto che il bacino di Schio ha più di 200.000 abitanti mi pare che questa analisi da part del Csm in materia di geografia giudiziaria sia stata superficiale perchè non si può penalizzare un territorio con un progetto che, mi si lasci dire reputo mostruoso".
Tutto ciò premesso e considerato, l’interrogante chiede al Ministro
Se intende garantire la presenza del Tribunale di Schio escludendo questo territorio dalla revisione delle circoscrizioni giudiziarie.
Se intende al contrario potenziare l’organico dei Tribunali Vicentini che da troppo tempo “soffrono” di carenza di personale e di magistrati, tema già sollevato in più occasioni dai diversi rappresentanti politici, di categoria e sindacali del settore e del territorio.
On. Daniela Sbrollini
Interrogazione Parlamentare
SBROLLINI DANIELA - Al Presidente del Consiglio dei ministri.
Premesso
Che in base alla vigente normativa elettorale dalla data di convocazione dei comizi elettorali e quindi dall’11 febbraio 2010 è fatto divieto a tutte le Amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni;
Che in questi giorni viene consegnato alle famiglie del Veneto, regione dove è candidato a Presidente il Ministro Zaia, una rivista intitolata “Il Welfare dell’Italia” organo bimestrale di ANCI Federsanità, che dichiara di essere realizzato con il contributo della Società “Buonitalia”;
Che la società “Buonitalia” è una società a capitale interamente pubblico, partecipata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dall’Ismea, dall’ICE e da Unioncamere, che ha come finalità la promozione, valorizzazione ed internazionalizzazione delle produzioni di qualità della filiera agroalimentare;
Che ANCI Sanità è l’organizzazione che rappresenta le Aziende Unità Sanitarie Locali, le Aziende Ospedaliere, gli istituti di ricerca in campo sanitario, ecc. ed ha come finalità quelle di promuovere il collegamento diretto tra sistema sanitario ed Autonomie locali nell’ottica dell’integrazione tra i servizi sanitari e sociosanitari e quelli sociosanitari;
Che nella rivista in distribuzione al Ministro Zaia oltre alla copertina sono dedicate 8 pagine, nelle quali compare il Ministro in molteplici personificazioni: Zaia risicultore, Zaia tastatore di tartufi, Zaia assaggiatore di formaggio grana, Zaia salumiere, Zaia fruttivendolo;
Che questo servizio in tutta evidenza non ha alcun rapporto con le finalità di Buonitalia e tanto meno di ANCI Sanità;
Che presidente di Federsanità Anci risulta essere il dott. Angelo Lino Del Favero, direttore generale dell’ULSS n. 7 della Regione Veneto, situata nella stessa provincia dove risiede il Ministro e che, en passant, direttore responsabile della rivista è stato in passato il dott. Giampiero Beltotto, attuale portavoce del Ministro;
Tutto ciò premesso l’interrogante chiede di conoscere:
Se non ritenga il Presidente del Consiglio che vi sia una palese violazione di legge nell’utilizzo propagandistico dell’ultimo numero della rivista “Il Welfare dell’Italia” da parte di un Ministro del suo Governo;
Quale iniziative intenda assumere nell’ambito dei propri doveri di Presidente del Consiglio;
Quali siano i costi sostenuti dalla società a partecipazione interamente pubblica “Buonitalia” per la sponsorizzazione di questa iniziativa;
Se non ritenga di acquisire da ANCI Federsanità ai fini di una trasparente informazione all’opinione pubblica le opportune informazioni circa i costi sostenuti per la realizzazione del servizio riguardante il ministro Zaia ed il numero delle copie aggiuntive rispetto alle ordinarie elezioni che sono state stampate e distribuite.
On. Daniela Sbrollini






