PANE ed ACQUA 1
STAMPA NAZIONALE
VIRGILIO NOTIZIE
SCUOLA: NEL VICENTINO BIMBI LASCIATI A PANE E ACQUA.
E' Pane e acqua alla mensa scolastica per nove bambini (sette stranieri e due italiani) a cui i genitori non avevano pagato la retta al Comune. E' successo a Montecchio Maggiore (Vicenza),
dove lo stesso Comune ha deciso di sospendere la refezione scolastica a chi e' in arretrato con i pagamenti. Un'iniziativa che ha scatenato la polemica politica: sono insorti il Pd e l'Udc, la Lega ha difeso l'amministrazione, mentre il Codacons ha proposto di ''lasciare il sindaco a pane e acqua per una settimana''. Il sindaco di Vicenza ha voluto chiarire la sua estraneita' ai fatti spiegando: ''L'Amministrazione Comunale ha indicato alla ditta fornitrice del servizio di refezione scolastica di mettere a disposizione degli utenti non iscritti al servizio mensa, che eventualmente si fossero presentati per usufruire del servizio, dei panini imbottiti, nella varieta' di prosciutto e formaggio cosi' da poter soddisfare le differenti abitudini alimentari''. La soluzione alla fine e' arrivata dalla Caritas che, attingendo al fondo diocesano 'Sostegni di Vicinanza', provvedera', entro le prossime 24 ore, ad inviare al conto corrente bancario dell'Istituto quanto necessario affinche' i nove alunni possano nel prossimo mese avere il pasto garantito. PD. ''L'episodio accaduto nella scuola di Montecchio Maggiore e' molto grave. Per la prima volta nella provincia di Vicenza si e' verificato un atto tanto crudele e disumano. Esprimo la mia solidarieta' ai bambini e alle loro famiglie''. Cosi' Daniela Sbrollini, deputata Pd in commissione Affari sociali della Camera e componente della commissione bicamerale dell'Infanzia che presentera' un'interrogazione su questo episodio. LEGA. In difesa dell'amministrazione comunale si e' espressa invece la Lega Nord attraverso la vicentina Manuela Dal Lago, vicepresidente dei deputati della Lega Nord: ''Gli attacchi all'amministrazione comunale di Montecchio Maggiore sono del tutto infondati e pretestuosi, e sono portati avanti da chi evidentemente non ha argomenti politici validi da far valere in campagna elettorale e preferisce ricorrere quindi alle menzogne''. ''Le regole ci sono e non si vede perche' gli onesti debbano rispettarle ed i furbi no. Tutte le famiglie erano state avvisate e, qualora non fossero state nella possibilita' economica di pagare la retta per la mensa dei figli, sarebbe bastato comunicarlo e avrebbero senz'altro ricevuto l'aiuto da parte del comune, cosi' come d'altronde lo ricevono gia' altre famiglie. Invece - continua Dal Lago - alcune famiglie hanno preferito far finta di niente ignorando le sollecitazioni inviate dall'amministrazione comunale che, per una maggiore efficienza del servizio mensa scolastico, chiedeva semplicemente loro di sapere se intendessero o meno usufruirne''. UDC. L'Unione di Centro si e' espressa attraverso Antonio De Poli, candidato del partito alla presidenza del Veneto: ''Ecco come evaporano all'istante i valori cristiani della Lega e di Zaia quando e' l'ora di metterli in pratica. Quando comanda la Lega, i piu' piccoli e i piu' deboli pagano salato''. CODACONS. Secondo il Codacons, e' stato davvero un ''brutto episodio'' quello avvenuto a Montecchio Maggiore (Vicenza). ''Servizi essenziali come l'alimentazione non possono essere sospesi, specie quando si tratta di bambini - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Debiti e arretrati vanno risolti in altre sedi. Chiediamo pertanto una punizione simbolica nei confronti del Sindaco di Montecchio Maggiore ossia una settimana a pane e acqua''. COMUNE VICENZA. Il Comune di Vicenza e' stato oggi subissato di telefonate ed email di protesta e richieste di spiegazioni, alcune molto accese, provenienti da tutta Italia. ''Il destinatario di queste proteste - commenta il sindaco Achille Variati - e' sbagliato. Ma credo che le proteste siano giuste. Di certo la mia amministrazione non attua ne' attuera' mai politiche discriminatorie e rozzamente punitive che considero sbagliate e odiose, tanto piu' perche' finiscono per fare del male ai bambini. Ci sono modi diversi per garantire che chi deve paghi le tariffe previste; e per chi non puo', esistono gli aiuti previsti dai servizi sociali''. IL COMUNE DI MONTECCHIO. L'Amministrazione Comunale di Montecchio Maggiore ha poi spiegato la propria posizione. ''Alla scadenza dei termini fissati per l'adesione al servizio di refezione scolastica - si legge in una nota - alcune famiglie non avevano prodotto la richiesta. Pertanto il Comune, allo scopo di programmare l'erogazione del servizio, ha tarato la richiesta di preparazione dei pasti alla ditta appaltante alla luce delle adesioni ricevute. Tutte le famiglie e i dirigenti scolastici erano stati messi a conoscenza della programmazione di distribuzione dei pasti, sia mediante comunicazioni scritte che telefoniche''. L'Amministrazione Comunale, sottolinea la nota, ''ha comunque indicato alla ditta fornitrice del servizio di refezione scolastica di mettere a disposizione degli utenti non iscritti al servizio mensa, che eventualmente si fossero presentati per usufruire del servizio, dei panini imbottiti, nella varieta' di prosciutto e formaggio cosi' da poter soddisfare le differenti abitudini alimentari. Non appena le famiglie produrranno il modulo con la richiesta del servizio mensa per il figlio, questo sara' immediatamente erogato''. E' evidente, chiarisce il Comune, ''che sarebbe, oltre che dispendioso, un vero sperpero di generi alimentari predisporre un numero di pasti superiore al numero dei richiedenti. L'Amministrazione Comunale sosterra' le famiglie in situazione di difficolta' economica attraverso riduzioni, agevolazioni ed esenzioni, cosi' come gia' avviene per 80 famiglie, per le quali, relativamente al servizio di refezione scolastica, impegna annualmente circa 32mila euro. Quello del recupero degli insoluti degli anni scolastici precedenti e' un problema che sara' affrontato in un momento successivo: cio' che il Comune chiede alle famiglie in questo momento e' solo ed esclusivamente la comunicazione di richiesta dell'erogazione del servizio di mensa scolastica''. CARITAS. La soluzione e' arrivata alla fine dalla Caritas. Attingendo al fondo diocesano 'Sostegni di Vicinanza', spiega una nota, la Caritas Vicentina provvedera', entro le prossim 24 ore, ad inviare al conto corrente bancario dell'Istituto Comprensivo 1 Anna Frank di Montecchio Maggiore, quanto necessario affinche' i nove alunni della medesima scuola sospesi dal servizio di refezione scolastica, possano nel prossimo mese avere il pasto garantito. ''Pare infatti, dopo le prime sommarie informazioni, che detta deprecabile situazione non sia stata causata da irresponsabilita' genitoriali'', precisa la Caritas.
Scolari lasciati a pane e acqua Sindaco finisce nella bufera
CRONACHE pag. 16 - IL GIORNO (Milano)
Polemiche nel Vicentino: i genitori non avevano pagato le rette MONTECCHIO MAGGIORE (Vicenza)
LA PATATA bollente è sul tavolo del sindaco (leghista) e non certo nel piatto dei bimbi che ieri sono stati privati del pasto caldo alla mensa scolastica. Per loro, solo panini imbottiti, seppure politically correct: prosciutto per gli italiani, formaggio per gli stranieri musulmani. La vicenda è cominciata mesi fa, ma è esplosa l'altro giorno nelle scuola elementare Manzoni e materna Piaget di Montecchio Maggiore, nel Vicentino, dove otto bambini, sei stranieri e due italiani, le cui famiglie non hanno pagato il servizio mensa, invece della pastasciutta sono stati serviti panini. Sui bambini a pane e acqua, come li hanno chiamati ma l'acqua è la stessa bevanda servita con la pasta è scoppiata una bufera che, secondo il sindaco leghista di Montecchio Maggiore, Milena Cecchetto, sa molto di battaglia elettorale, ma non certo di sgarbo ai minori. LA CONTROVERSIA va avanti da mesi, da quando la nuova giunta scopre che ammontano a 150mila euro le rette arretrate, in qualche caso fin dal 2002, di qualche decina di famiglie italiane e straniere per la mensa scolastica. Il Comune fa affiggere manifesti in varie lingue all'interno delle scuole con la scadenza per il versamento: entro il 15 marzo. L'ultimatum viene comunicato anche con una raccomandata a mano consegnata dai vigili urbani. Risultato: la grande maggioranza dei 261 insolventi che ancora restavano a febbraio pagano, tranne alcune famiglie. L'amministrazione così chiude le cucine per quel piccolo gruppo di pargoli i cui genitori non hanno versato il dovuto senza avvisare né chiedere sostegno. Da qui la tensione: «Trovo dispregiativo dare solo un pezzo di pane commenta la preside, Anna Maria Lucantoni . Se lo avessimo immaginato avremmo fatto una raccolta di fondi». «Non è giusto non pagare le rette ribatte Venturi per rispetto di chi ha problemi economici e le versa». I bambini quasi a digiuno una prima diretta solidarietà l'hanno ottenuta degli stessi compagni di classe che hanno diviso il pasto con loro. Ieri si è mossa anche la Caritas che ha promesso di versare, entro 24 ore, al conto corrente della scuola quanto serve perché i bimbi abbiamo il vitto regolare per il prossimo mese. «LE REGOLE vanno rispettate tuona il sindaco Cecchetto . A queste famiglie non abbiamo chiesto di pagare il debito, ma semplicemente di riconsegnare compilato il modulo». Il primo cittadino precisa che le famiglie erano state avvisate in anticipo della «riduzione del pasto» in caso di mancata consegna del modulo e che ne erano al corrente anche la preside e le maestre della scuola. «Se i genitori di questi bambini non fanno i furbi ma sono davvero indigenti il Comune se ne farà carico, come avviene già per altre 80 famiglie», assicura Cecchetto che ha ricevuto, certo inatteso, un'assist dall'assessore di centrosinistra all'Istruzione del Comune di Padova, Claudio Piron, secondo il quale «bisogna distinguere il diritto alla formazione dai servizi a domanda individuale».
IMMIGRATI: DAL LAGO (LEGA), ATTACCHI PRETESTUOSI PER MENSA BAMBINI
ASCA - Roma, 23 mar -
''Gli attacchi all'amministrazione comunale di Montecchio Maggiore sono del tutto infondati e
pretestuosi, e sono portati avanti da chi evidentemente non ha argomenti politici validi da far valere in campagna
elettorale e preferisce ricorrere quindi alle menzogne''.
Lo afferma la vicentina Manuela Dal Lago, vicepresidente dei deputati della Lega Nord in riferimento alla questione della
mensa scolastica nel comune di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza e alla vicenda dei bambini rimasti senza
pranzo e lasciati a pane ed acqua.
''Le regole ci sono -aggiunge la Dal Lago- e non si vede perche' gli onesti debbano rispettarle ed i furbi no. Tutte le
famiglie erano state avvisate e, qualora non fossero state nella possibilita' economica di pagare la retta per la mensa dei
figli, sarebbe bastato comunicarlo e avrebbero senz'altro ricevuto l'aiuto da parte del comune, cosi' come d'altronde lo
ricevono gia' altre famiglie. Invece - continua Dal Lago - alcune famiglie hanno preferito far finta di niente ignorando le
sollecitazioni inviate dall'amministrazione comunale che, per una maggiore efficienza del servizio mensa scolastico,
chiedeva semplicemente loro di sapere se intendessero o meno usufruirne. Quindi - conclude Dal Lago - il sindaco ha
fatto esclusivamente il suo dovere che e' quello di tutelare tutta la comunita', perche' e' evidente che se alcune famiglie
sono morose e non pagano le rette per la mensa scolastica, questi costi ricadono poi su tutti gli altri cittadini''.
min/sam/rob
Il M;anifesto - 24 marzo 2010
RAZZISMO LEGHISTA/3
I genitori non pagano la mensa, il comune lascia i bambini a pane e acqua a
scuola. Ed è bufera
La vicenda ha dell'incredibile. Eppure è accaduta, in una scuola elementare e una materna di Montecchio Maggiore, in
provincia di Vicenza, dove a otto bambini, sei stranieri e due italiani, invece del pasto sono stati serviti panini perché i
genitori non avevano pagato il servizio mensa. Immediatamente il caso è esploso. A essere coinvolta è ancora una volta
una giunta a guida leghista, e la sindaca Milena Cecchetto si difende parlando di strumentalizzazione elettorale per una
vicenda di burocrazia esasperata. La vicenda riguarda un pugno di famiglie che «non avevano mai neppure iscritto i loro
figli al servizio di refezione», ha spiegato l'assessora all'istruzione e ai Servizi Sociali Barbara Venturi. Il Comune allora
aveva fatto affiggere manifesti in varie lingue all'interno delle scuole con la scadenza per il versamento: entro il 15 marzo.
L'ultimatum era stato poi comunicato con una raccomandata a mano consegnata dai vigili urbani. E alla fine
l'amministrazione ha lasciato i bambini a pane e acqua. «Trovo dispregiativo dare solo un pezzo di pane - ha commentato
la preside Anna Maria Lucantoni - Se lo avessimo immaginato avremmo fatto una raccolta di fondi». Ma la solidarietà è
arrivata solo dai compagni di classe, che hanno diviso il pranzo con loro.
IL Gazzettino (Vicenza) Mercoledì 24 Marzo 2010,
IL CASO L'amministrazione di Montecchio Maggiore con il sindaco Milena
Cecchetto spiega per..
IL CASO
L'amministrazione di Montecchio Maggiore con il sindaco Milena Cecchetto spiega perché 9 bambini non hanno
ricevuto il pasto a scuola: le loro famiglie non si sono mai preoccupate di rispondere alle sollecitazioni che erano
state fatte negli ultimi mesi, neppure per chiedere un sussidio che sarebbe stato dato.
LE REAZIONI
Molte le interrogazioni a Sinistra con la richiesta di dimissioni per la Cecchetto e una sottoscrizione per saldare i
debiti di mensa. Aduc e Codacons chiedono che al sindaco sia riservato lo stesso trattamento come punizione
simbolica. Per la Lega invece si tratta di un attacco strumentale in campagna elettorale
Il Gazzettino
Mercoledì 24 Marzo 2010,
Niente retta? Così i bimbi finiscono a pane e acqua. Succede nel Vicentino, a Montecchio Maggiore dove il Comune a
guida leghista ha deciso di ricorrere alle maniere forti contro le famiglie che non pagano i pasti dei figli. A otto bambini,
sei stranieri e due italiani, invece della pastasciutta sono stati serviti panini imbottiti.
Non pagano la mensa, agli scolari solo pane
DALL'ITALIA 24-03-2010 - La Gazzetta di Parma
IL CASO GENITORI «INSOLVENTI». POLEMICHE VICENZA Pane, amor e rette: del primo c'è abbondanza, del secondo per alcuni solo qualche briciola («quando comanda la Lega pagano i più deboli», dice Antonio De Poli candidato Udc alle regionali), delle terze non vi è traccia. Scoppia il caso della scuola elementare Manzoni e della materna Piaget di Montecchio Maggiore (Vicenza) dove ieri a otto bambini, sei stranieri e due italiani, le cui famiglie non hanno pagato il servizio mensa, invece della pastasciutta sono stati serviti panini imbottiti. I bambini a pane e acqua, come li hanno chiamati ma lacqua è la stessa bevanda servita con la pasta sono così finiti in prima pagina in una bufera che, secondo il sindaco leghista di Montecchio Maggiore Milena Cecchetto, che guida una giunta Carroccio- Pdl, sa molto di battaglia elettorale e di burocrazia esasperata, manon certo di sgarbo ai minori. La questione va avanti da mesi, da quando la nuova giunta scopre che ammontano a 150 mila euro le rette arretrate, in qualche caso fin dal 2002, di qualche decina di famiglie italiane e straniere per la mensa scolastica. Il Comune allora fa affiggere manifesti in varie lingue allinter - no delle scuole con la scadenza per il versamento: il 15 marzo. Risultato: la maggioranza dei 261 insolventi che ancora restavano a febbraio pagano, tranne alcune famiglie. Lamministrazione così chiude le cucine per quel piccolo gruppo di pargoli i cui genitori non hanno versato il dovuto senza avvisare né chiedere sostegno.
VICENZA - A nove bambini di Montecchio Maggiore (Vicenza) non è stata data la pasta ma dei pani...
Il Messaggero
Mercoledì 24 Marzo 2010
VICENZA - A nove bambini di Montecchio Maggiore (Vicenza) non è stata data la pasta ma dei panini perché le famiglie, indigenti, non hanno le possibilità di pagare la mensa. E' accaduto in due scuole, una materna e un asilo. La controversia va avanti da mesi. Il Comune: queste famiglie non hanno neppure iscritto i bambini alla refezione. La Caritas ha deciso di intervenire: invierà alle casse comunali il contributo per i bambini in difficoltà. Così avranno un pasto garantito.
Né pasta né carne a otto alunni "insolventi" La decisione della giunta comunale dopo la scoperta d'un "buco" di 150.000 euro.
Polemiche Vincenzo Beni - Gazzetta del Sud
MONTECCHIO MAGGIORE Pane, amore e rette: del primo c'è abbondanza, del secondo per alcuni solo qualche briciola («Quando comanda la Lega pagano i più deboli» dice Antonio De Poli, candidato Udc alle Regionali), delle terze non vi è traccia. Scoppia in questo strano triangolo il caso della scuola elementare Manzoni e della materna Piaget di Montecchio Maggiore dove lunedì scorso otto bambini sei stranieri e due italiani le cui famiglie non hanno pagato il servizio mensa, invece della pastasciutta sono stati serviti panini imbottiti. I bambini a pane e acqua, come li hanno chiamati ma l'acqua è la stessa bevanda servita con la pasta sono così finiti in prima pagina in una bufera che, secondo il sindaco leghista di Montecchio Maggiore Milena Cecchetto, che guida una giunta Carroccio-PdL, sa molto di battaglia elettorale e di burocrazia esasperata, ma non certo di sgarbo ai minori. La questione è in fondo semplice: la controversia va avanti da mesi, da quando la nuova giunta scopre che ammontano a 150 mila euro le rette arretrate, in qualche caso fin dal 2002, di qualche decina di famiglie italiane e straniere per la mensa scolastica. «Non avevano mai neppure iscritto i loro figli al servizio di refezione», puntualizza l'assessore all'istruzione e ai Servizi sociali, Barbara Venturi. Il Comune allora fa affiggere manifesti in varie lingue all'interno delle scuole con la scadenza per il versamento: entro il 15 marzo. L'ultimatum viene comunicato anche con una raccomandata a mano consegnata dai vigili urbani. Risultato: la stramaggioranza dei 261 insolventi che ancora restavano a febbraio pagano, tranne alcune famiglie. L'amministrazione così chiude le cucine per quel piccolo gruppo di pargoli i cui genitori non hanno versato il dovuto senza avvisare né chiedere sostegno. Da qui la tensione: «Trovo "dispregiativo" dare solo un pezzo di pane commenta la preside Anna Maria Lucantoni . Se lo avessimo immaginato avremmo fatto una raccolta di fondi». «Non è giusto non pagare le rette ribatte Venturi per rispetto di chi ha problemi economici e le versa». I bambini quasi a digiuno una prima diretta solidarietà l'hanno ottenuta degli stessi compagni di classe che hanno diviso il pasto con loro: pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta. E se l'ex sindaco ora all'opposizione Maurizio Scalabrin definisce «semplicemente volgare» la gestione comunale della vicenda, l'attuale primo cittadino Cecchetto replica che «le regole sono regole per tutti e vanno rispettate. Il mondo non deve essere dei furbi. A queste famiglie non abbiamo chiesto di pagare il debito, ma semplicemente di riconsegnare compilato il modulo di iscrizione alla mensa, soprattutto per un problema organizzativo». Il primo cittadino precisa che le famiglie erano state avvisate in anticipo della «riduzione del pasto» in caso di mancata consegna del modulo e che ne erano al corrente anche la preside e le maestre della scuola. «Bastava che ci rispondessero sì o no, il recupero del saldo è un passo successivo. Se i genitori di questi bambini non fanno i "furbi" ma sono davvero indigenti il Comune se ne farà carico assicura Cecchetto . A Montecchio aiutiamo già 80 famiglie in difficoltà pagando per loro la retta, per un totale di 32 mila euro all'anno». L'amministrazione comunale e la scuola mantengono il riserbo sui nomi delle famiglie coinvolte ma non possono evitare la tempesta di reazioni che la vicenda scatena in Italia tanto da costringere anche il sindaco di Vicenza, qualche decina di chilometri più a est, e chiamato in causa solo per "continguità" provinciale, a emanare in fretta e furia un comunicato stampa per avvertire che il protagonista è un altro Comune.
Sospesa la refezione per chi non paga In aiuto di 9 bambini arriva la Caritas
L'Arena - Mercoledì 24 Marzo 2010
REGIONE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ. Chiesto al ministro Maroni di sciogliere l'amministrazione di Montecchio per indegnità civica Sospesa la refezione per chi non paga In aiuto di 9 bambini arriva la Caritas L'inziativa ha lasciato interdette le maestre e la preside. «Si poteva fare una raccolta di fondi» Non pagano la mensa scolastica, così il pranzo per nove bambini si riduce a «pane e acqua»: è successo nel vicentino, a Montecchio Maggiore, dove il Comune ha deciso di sospendere la refezione scolastica alle famiglie che sono in arretrato con i pagamenti. Se i nove piccoli alunni, due italiani e sette stranieri, hanno mangiato qualcosa di più è grazie ai loro compagni che hanno diviso il pasto con loro: pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta. L'iniziativa ha lasciato interdette le maestre e la preside della scuola materna ed elementare. «Trovo dispregiativo dare un pezzo di pane», commenta la preside Anna Maria Lucantoni, «se lo avessimo immaginato avremmo fatto una raccolta di fondi». Ma l'assessore all'Istruzione e alle politiche sociali Barbara Venturi sottolinea: «Non è giusto non pagare le rette per rispetto di chi ha problemi economici e le versa» e poi precisa: «Non era un tozzo di pane, ma panini imbottiti al prosciutto e al formaggio per quelli che non mangiano carne di maiale». La controversia in realtà va avanti da mesi, da quando la nuova giunta Pdl-Lega ha scoperto che ammontano a 150mila euro le rette arretrate. Il Comune allora fa affiggere manifesti in varie lingue all'interno delle scuole con la scadenza per il versamento, il 15 marzo, scadenza comunicata anche con una raccomandata a mano consegnata dai vigili urbanii. Tutti gli insolventi hanno pagato, tranne nove famiglie. Così il Comune di Montecchio Maggiore non è arretrato di un passo e così si è continuato solo ad acqua e panino. «Le regole sono regole per tutti e vanno rispettate», sottolinea il sindaco Milena Cecchetto, «Il mondo non deve essere dei furbi. A queste famiglie non abbiamo chiesto di pagare il debito, ma semplicemente di riconsegnare compilato il modulo di iscrizione alla mensa, soprattutto per un problema organizzativo - spiega - All'inizio erano 261 le famiglie che non l'avevano fatto, alcune addirittura da anni: come si fa a sapere quanti pasti preparare?». Il sindaco precisa che le famiglie erano state avvisate in anticipo della «riduzione del pasto» in caso di mancata consegna del modulo e che ne erano al corrente anche la preside e le maestre della scuola. «Bastava che ci rispondessero sì o no, il recupero del saldo è un passo successivo. Se i genitori di questi nove bambini non fanno i 'furbì ma sono davvero indigenti il Comune se ne farà carico - assicura Milena Cecchetto - A Montecchio aiutiamo già 80 famiglie in difficoltà pagando per loro la retta, per un totale di 32 mila euro all'anno». L'Aduc ha subito chiesto al ministro Maroni di sciogliere l'amministrazione comunale di Montecchio Maggiore «per violenza contro l'infanzia e indegnità civica». «Perchè questa umiliazione, che c'entrano i bimbi? - si chiede l'associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori - In un gruppo di bimbi, creare condizioni di diversità per alcuni di essi, soprattutto se questa diversità è inferiorità, è come bastonarli con un legno nelle loro coscienze». «Il Comune vicentino - sottolinea il presidente Aduc Vincenzo Donvito - dovrebbe essere commissariato fino a nuove elezioni, al pari di quanto avviene per quei Comuni le cui amministrazioni sono implicati in fatti delittuosi. Nuove elezioni in cui i cittadini siano chiamati a scegliere meglio chi li deve amministrare». Intanto si è appreso che sarà il fondo "Sostegni di Vicinanza" della Caritas a risolvere il problema della mensa scolastica per i nove bambini di Montecchio Maggiore. La Caritas Diocesana Vicentina ha infatti annunciato che invierà «entro le prossime 24 ore» al conto corrente bancario dell'Istituto Comprensivo 1 di Montecchio Maggiore «quanto necessario affinchè gli alunni dal servizio di refezione scolastica, abbiano nel prossimo mese il pasto garantito».
Bimbi in mensa a pane e acqua Vicenza, i genitori non pagavano la retta.
L'Alto Adige
Polemiche sulla decisione VICENZA. Pane, amor e rette: del primo c'è abbondanza, del secondo per alcuni solo qualche briciola («quando comanda la Lega pagano i più deboli» dice Antonio De Poli candidato Udc alle regionali), delle terze non vi è traccia. Scoppia in questo strano triangolo il caso della scuola elementare Manzoni e della materna Piaget di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza. Lunedì a otto bambini, sei stranieri e due italiani, le cui famiglie non hanno pagato il servizio mensa, invece della pastasciutta sono stati serviti panini imbottiti. I bambini a pane e acqua, come li hanno chiamati - ma l'acqua è la stessa bevanda servita con la pasta - sono così finiti in prima pagina in una bufera che, secondo il sindaco leghista di Montecchio Maggiore Milena Cecchetto, che guida una giunta Carroccio-Pdl, sa molto di battaglia elettorale e di burocrazia esasperata, ma non certo di sgarbo ai minori. La questione è in fondo semplice: la controversia va avanti da mesi, da quando la nuova giunta scopre che ammontano a 150 mila euro le rette arretrate, in qualche caso fin dal 2002, di qualche decina di famiglie italiane e straniere per la mensa scolastica. «Non avevano mai neppure iscritto i loro figli al servizio di refezione», puntualizza l'assessore all'istruzione e ai Servizi Sociali, Barbara Venturi. Il comune allora fa affiggere manifesti in varie lingue all'interno delle scuole con la scadenza per il versamento: entro il 15 marzo. L'ultimatum viene comunicato anche con una raccomandata a mano consegnata dai vigili urbani. Risultato: la stramaggioranza dei 261 insolventi che ancora restavano a febbraio pagano, tranne alcune famiglie. L'amministrazione così chiude le cucine per quel piccolo gruppo di pargoli i cui genitori non hanno versato il dovuto senza avvisare nè chiedere sostegno. Da qui la tensione: «Trovo dispregiativo dare solo un pezzo di pane - commenta la preside Anna Maria Lucantoni -. Se lo avessimo immaginato avremmo fatto una raccolta di fondi».
Genitori non pagano Bimbi a pane e acqua Montecchio Maggiore: niente mensa per otto alunni Ma la preside si ribella alla decisione del Comune
L'Eco di Bergamo - None Mercoledì 24 Marzo 2010 GENERALI, e-mail print
Niente pasto, ma solo pane e acqua per 8 bimbi a Montecchio Maggiore foto Ansa MONTECCHIO MAGGIORE (VICENZA)Pane, amor e rette: del primo c'è abbondanza, del secondo per alcuni solo qualche briciola, delle terze non vi è traccia. Scoppia in questo strano triangolo il caso della scuola elementare «Manzoni» e della materna «Piaget» di Montecchio Maggiore dove lunedì a otto bambini, sei stranieri e due italiani, le cui famiglie non hanno pagato il servizio mensa, invece della pastasciutta sono stati serviti panini imbottiti. rette arretrate: 150 mila euro I bambini a pane e acqua, come li hanno chiamati – ma l'acqua è la stessa bevanda servita con la pasta – sono così finiti in prima pagina in una bufera che, secondo il sindaco leghista di Montecchio Maggiore Milena Cecchetto – che guida una giunta Carroccio-Pdl – sa molto di battaglia elettorale e di burocrazia esasperata, ma non certo di sgarbo ai minori. La questione è in fondo semplice: la controversia va avanti da mesi, da quando la nuova giunta scopre che ammontano a 150 mila euro le rette arretrate, in qualche caso fin dal 2002, di qualche decina di famiglie italiane e straniere per la mensa scolastica. «Non avevano mai neppure iscritto i loro figli al servizio di refezione», puntualizza l'assessore all'Istruzione e ai Servizi sociali, Barbara Venturi. Il Comune allora fa affiggere manifesti in varie lingue all'interno delle scuole con la scadenza per il versamento: entro il 15 marzo. L'ultimatum viene comunicato anche con una raccomandata a mano consegnata dai vigili urbani. Risultato: la stramaggioranza dei 261 insolventi che ancora restavano a febbraio pagano, tranne alcune famiglie. L'Amministrazione così chiude le cucine per quel piccolo gruppo di pargoli i cui genitori non hanno versato il dovuto senza avvisare né chiedere sostegno. Da qui la tensione: «Trovo dispregiativo dare solo un pezzo di pane – commenta la preside Anna Maria Lucantoni – se lo avessimo immaginato avremmo fatto una raccolta di fondi». «Non è giusto non pagare le rette – ribatte l'assessore Barbara Venturi – per rispetto di chi ha problemi economici e le versa». I bambini quasi a digiuno una prima diretta solidarietà l'hanno ottenuta degli stessi compagni di classe che hanno diviso il pasto con loro: pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta. E se l'ex sindaco ora all'opposizione Maurizio Scalabrin definisce «semplicemente volgare» la gestione comunale della vicenda, l'attuale primo cittadino Cecchetto replica che «le regole sono regole per tutti e vanno rispettate. Il mondo non deve essere dei furbi. A queste famiglie non abbiamo chiesto di pagare il debito, ma semplicemente di riconsegnare compilato il modulo di iscrizione alla mensa, soprattutto per un problema organizzativo». «seguite 32 famiglie indigenti» Il primo cittadino precisa che le famiglie erano state avvisate in anticipo della «riduzione del pasto» in caso di mancata consegna del modulo e che ne erano al corrente anche la preside e le maestre della scuola. «Bastava che ci rispondessero sì o no, il recupero del saldo è un passo successivo. Se i genitori di questi bambini non fanno i "furbi" ma sono davvero indigenti il Comune se ne farà carico – assicura il primo cittadino –, a Montecchio aiutiamo già 80 famiglie in difficoltà pagando per loro la retta, per un totale di 32 mila euro all'anno». L'Amministrazione comunale e la scuola mantengono il riserbo sui nomi delle famiglie coinvolte, ma non possono evitare la tempesta di reazioni che la vicenda scatena in tutta Italia tanto da costringere anche il primo cittadino di Vicenza, qualche decina di chilometri più a Est, e chiamato in causa solo per «continguità provinciale», a emanare in fretta e furia un comunicato stampa per avvertire che il protagonista è ben altro Comune. Ma Montecchio Maggiore in serata ha invece ricevuto, certo inatteso, un assist dall'assessore di centrosinistra all'Istruzione del Comune di Padova Claudio Piron secondo il quale «bisogna distinguere il diritto alla formazione dai servizi a domanda individuale».
BLOG BEPPE GRILLO
Bambini a pane e acqua Se pensiamo di aver toccato il fondo siamo degli ottimisti.
A Montecchio Maggiore, sindaco Milena Cecchetto della Lega, nella ricca provincia di Vicenza, nove bambini sono stati messi a pane e acqua nelle scuole comunali perché i genitori non hanno pagato la retta. I loro compagni hanno mangiato pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta. L'umiliazione di questi bambini è una cosa che fa veramente schifo! "Vi prego fate tutti quello che ho appena fatto anche io pochi minuti fa: TELEFONATE AL COMUNE DI MONTECCHIO (VI) E PROTESTATE!!! NON SI POSSONO UMILIARE IN QUESTO MODO DEI BAMBINI CHE NON C'ENTRANO NULLA!!!!! NUMERO DI TELEFONO: 0444-705718. MAIL: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Io mi sono anche offerto di offrire a mie spese un pasto caldo per almeno un mese a quei bambini indifesi!! Vorrei sapere questi pezzenti di politici dove hanno speso i soldi per non potersi permettere neanche un piatto di pasta al pomodoro per quei bambini umiliati....." Michele D., Como
La Caritas pagherà i pasti per gli alunni sospesi dal servizio mensa a Montecchio ultimo aggiornamento:
23 marzo, ore 16:54 Vicenza - (Adnkronos) -
''L'auspicio", spiega la Caritas vicentina, "resta che in ogni parte d'Italia, la comunità ecclesiale, la società civile ed i pubblici amministratori si mobilitino affinché nessun bimbo debba essere umiliato nella sua dignità, ancor prima che nei suoi bisogni primari, a causa della precarietà economica della famiglia'' commenta 0 vota 1 invia stampa Vicenza, 23 mar. (Adnkronos) - Attingendo al fondo "Sostegni di Vicinanza" la Caritas Diocesana Vicentina provvedera', entro le prossime 24 ore, ad inviare al conto corrente bancario dell'Istituto Comprensivo 1 "Anna Frank" di Montecchio Maggiore, quanto necessario affinche' i nove alunni della medesima scuola sospesi dal servizio di refezione scolastica, possano nel prossimo mese avere il pasto garantito. ''Pare infatti, dopo le prime sommarie informazioni, che detta deprecabile situazione non sia stata causata da irresponsabilita' genitoriali'', spiega in una nota la Caritas Vicentina. ''L'auspicio resta che, non solo a Montecchio Maggiore ma in ogni parte d'Italia, la comunita' ecclesiale, la societa' civile ed i pubblici amministratori si mobilitino affinche' nessun bimbo debba essere umiliato nella sua dignita', ancor prima che nei suoi bisogni primari, a causa della precarieta' economica della famiglia'', conclude la Caritas vicentina.
MONTECCHIO MAGGIORE - Pane, amor e rette: del primo c'è abbondanza, de l secondo per alcuni solo qualche briciola («quando comanda la Lega pagano i più deboli» dice Antonio De Poli
Adige, L' "" Data: 24/03/2010
MONTECCHIO MAGGIORE - Pane, amor e rette: del primo c'è abbondanza, del secondo per alcuni solo qualche briciola («quando comanda la Lega pagano i più deboli» dice Antonio De Poli candidato Udc alle regionali), delle terze non vi è traccia MONTECCHIO MAGGIORE - Pane, amor e rette: del primo c'è abbondanza, del secondo per alcuni solo qualche briciola («quando comanda la Lega pagano i più deboli» dice Antonio De Poli candidato Udc alle regionali), delle terze non vi è traccia. Scoppia in questo strano triangolo il caso della scuola elementare Manzoni e della materna Piaget di Montecchio Maggiore dove da lunedì a otto bambini, sei stranieri e due italiani, le cui famiglie non hanno pagato il servizio mensa, invece della pastasciutta sono stati serviti panini imbottiti. Secondo il sindaco leghista di Montecchio Maggiore Milena Cecchetto, che guida una giunta Carroccio-Pdl, la cosa non è uno sgarbo ai minori. La controversia va avanti da mesi. C'era un arretrato di 150 mila euro per le rette arretrate, di qualche decina di famiglie italiane e straniere per la mensa scolastica. La maggioranza dei 261 insolventi che ancora restavano a febbraio pagano, tranne alcune famiglie. L'amministrazione così chiude le cucine per quel piccolo gruppo di pargoli i cui genitori non hanno versato il dovuto senza avvisare né chiedere sostegno. I bambini quasi a digiuno una prima diretta solidarietà l'hanno ottenuta degli stessi compagni di classe che hanno diviso il pasto con loro: pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta. E se l'ex sindaco ora all'opposizione Maurizio Scalabrin definisce «semplicemente volgare» la gestione comunale della vicenda, l'attuale primo cittadino Cecchetto replica che «le regole sono regole per tutti e vanno rispettate. 24/03/2010
La Voce d'Italia
Genitori non pagano mensa: bambini a pane acqua I genitori non pagano le rette della mensa e il comune li mette 'a stecchetto' Vicenza -
Nove bambini di Montecchio Maggiore, nel vicentino, mentre tutti gli altri compagni mangiavano pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta, si sono trovati nel piatto solo pane e acqua. Gli alunni, allibiti, sono stati sottoposti alla ferrea dieta dopo che i genitori hanno saltato il pagamento dell'ennesimo bollettino della mensa. A 'chiudere i rubinetti' è stata la giunta eletta a giugno, che ha scoperto un ammanco di 150mila euro per la gestione del servizio mense. La preside dell'istituto Anna Maria Lucantoni, non solo ha esortato gli altri bimbi a dividere il pranzo coi compagni meno fortunati, ma ha esclamato indignata: "Trovo dispregiativo dare un pezzo di pane ha detto, se avessimo immaginato, avremmo fatto una raccolta di fondi. Ogni pasto, d'altronde, ha un costo di soli 3,95 euro". L'assessore all'Istruzione del comune, Barbara Venturi, ha spiegato: "Abbiamo richiesto i pagamenti arretrati e la consegna dei moduli in molti modi e abbiamo anche posticipato i tempi, da settembre al 15 marzo. Prima abbiamo contattato gli inadempienti al telefono e poi sono andati direttamente i vigili a consegnare a mano una raccomandata di sollecito". Valeria Bollini 23/3/2010 Segnala ad un amico






