Stefano Fracasso - Consigliere Regionale
Ospedale, viabilità e ambiente: le priorità per la nostra zona
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 24/04/2010
FRACASSO DEBUTTA IN REGIONE Ospedale, viabilità e ambiente: le priorità per la nostra zona Sabato 24 Aprile 2010 PROVINCIA, e-mail print
Stefano Fracasso è il primo consigliere regionale di Arzignano. Stefano Fracasso, 46 anni, già assessore nella giunta Signorin di Arzignano, poi sindaco a sua volta, lunedì alle 10.30 siederà per la prima volta a palazzo Ferro-Fini, nella seduta d'esordio del nuovo consiglio regionale del Veneto.
Fracasso è stato eletto tra le fila del Pd, forte di oltre 9.200 preferenze, il più votato nella sua lista in provincia e al quarto posto nel Veneto. «Il fatto che Arzignano abbia espresso un consigliere - dice - è il segno che la città ha una credibilità ormai consolidata». Quali sono le attenzioni prioritarie che la Regione dovrà avere verso l'Ovest vicentino? Gli argomenti all'ordine del giorno sono tre: il nuovo ospedale unico, il risanamento ambientale, la viabilità, anche se preferisco parlare di mobilità. Partiamo da quest'ultima. L'Ovest vicentino è uno snodo viabilistico complesso, tra nuovo casello di Alte, bretella, complanari, l'arrivo della Pedemontana, il Cis. Tutte cose nate senza un disegno unitario, e soprattutto l'Ovest vicentino non ha un migliore accesso al sistema della metropolitana di superficie del Veneto, che è la vera sfida del futuro. Per l'ambiente si è fatto abbastanza? Si è fatto sicuramente molto grazie all'accordo di programma tra la Regione e il ministero dell'ambiente, che è da riproporre. È innegabile il miglioramento della qualità dell'acqua e dell'aria. C'è una grossa questione ancora aperta, il trattamento dei fanghi di depurazione. La localizzazione dell'ospedale unico in località Canova a Montecchio è la soluzione migliore? Sì, è baricentrica e di facile accesso. Le strutture esistenti hanno più di mezzo secolo, impensabile puntare ancora su quelle. Però non è definito il discorso della copertura finanziaria, che ancora manca. Ci sono al momento 30 milioni di euro, sicuramente non sufficienti. Il consiglio regionale dovrà affrontare il problema. È auspicabile l'ingresso di privati nell'operazione? Ho forti dubbi, gli esperimenti di project financing che sono stati fatti in altre realtà, come l'ospedale unico dell'Alto Vicentino, non hanno dato i risultati sperati. I fondi statali in realtà non mancano, bisogna avere la forza di portarli nel Veneto, anzi, nell'Ovest vicentino. E bisogna impegnarsi perché il Cric resti a Valdagno, cioè nell'Ulss 5. Può servire al rilancio dell'area un patto tra le categorie economiche? A dire il vero esiste già, è l'Intesa programmatica d'area, che ha elaborato un documento strategico che ritengo ancora valido. È opportuno che le discussioni avvengano in quella sede, con l'attenzione ad andare oltre la visione localistica, perché servono interventi appunto strategici e non particolari. Quali sono questi interventi? Ne cito alcuni: l'efficienza energetica e l'utilizzo di fonti d'energia rinnovabili. La formazione, ad esempio con la creazione di un Centro d'eccellenza della pelle. La cooperazione sociale, arrivando a individuare una sede attorno a cui creare un sistema di inclusione sociale. E poi il turismo enogastronomico, che può dare un valore in più. C'è ancora competizione tra Arzignano e Montecchio? Meno che in passato. Molti steccati sono stati superati. L'ospedale unico potrebbe diventare un simbolo potente per la crescita unitaria dell'area.






