1° MAGGIO
Uno su tre non ha lavorato
Giornale di Vicenza, Il Data: 03/05/2010
NEL COMMERCIO. Il Primo maggio e le aperture decise dai Comuni: il sindacato sosteneva lo “sciopero”. Ha funzionato «Uno su tre non ha lavorato» Marin,Cgil: «Dopo la confusione molti hanno capito che potevano restare a casa: il 35 % nella piccola distribuzione lo ha fatto» Lunedì 03 Maggio 2010 CRONACA, e-mail print
Un presidio sindacale di commesse. ARCHIVIO Il 30-35 per cento dei lavoratori della piccola distribuzione non si è presentato al lavoro sabato. La statistica non cambia di molto per la grande distribuzione dove la media si abbassa al 25%, ma solamente perchè molti ipermercati come Auchan, ad esempio, sono rimasti chiusi. I dati arrivano dalle tre sigle sindacali: Cgil-, Cisl e Uil. A parlare il rappresentante della Filcams- Cgil (Federazione italiana lavoratori commercio alberghi mense e servizi): «Eravamo contrari all'apertura delle attività commerciali nella giornata del 1° maggio, festa dei lavoratori - afferma Umberto Marin, segretario generale - Le motivazioni sono chiare e i sentimenti che portano a stigmatizzare e contrastare la mercificazione di attività importanti per il senso culturale, religioso, umano e sociale come Natale, Pasqua, il 1° Maggio e il 25 aprile». «Abbiamo chiesto ai Comuni di ritirare la deroga all'apertura per il 1° Maggio - dichiara il segretario- per attivare rapidamente un tavolo concertativo per concordare con tutte le parti sociali un calendario di aperture rispettoso dei diritti dei lavoratori e delle loro famiglie». Incerto fino alla fine l'elenco dei Comuni che l'1 maggio aveva deciso per l'apertura facoltativa: Altavilla, Brendola,Camisano, Creazzo , Montecchio Maggiore, Lonigo. E ancora l'Altopiano di Asiago, Marostica e la Valle dell'Agno. In alcuni le serrande si sono alzate. I magazzini Ramonda hanno aperto, magari con meno personale, ma le casse giravano comunque. Stessa musica a Camisano dove la catena dei supermercati “Alì” ha lavorato a pieno regime. « Un concetto deve essere chiaro: i lavoratori si potevano assentare visto che il Primo maggio è una festività nazionale per cui potevano decidere autonomamente di non presentarsi perchè la loro presenza non era obbligatoria». La parola sciopero si “sgonfia”: «All'inizio c'era molta confusione - prosegueMarin - Poi abbiamo parlato con i sindaci, il personale e molti hanno capito un concetto fondamentale: non c'era l'obbligatorietà di presentarsi al lavoro. E in molti l'hanno sfruttata. Certo, grandi magazzini come Ramonda erano aperti, ma non so con quanta gente al lavoro. Per il resto i lavoratori si sono regolati come meglio credevano. Inoltre, ci sono stati Comuni che avevano concesso la deroga per sabato, altri ieri come Vicenza dove alcuni negozi erano aperti. Comunque sono stati pochi ad alzare le serrante nel giorno della festa dei lavoratori».C.R.
Primo Maggio di lavoro, sciopero e festa
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 01/05/2010
LA RICORRENZA. I lavoratori sono chiamati ad aderire all'agitazione. La manifestazione con musica e teatro andrà in scena a Campo Marzo, in città, a partire dalle 15 Primo Maggio di lavoro, sciopero e festa Cristina Giacomuzzo
I sindacati proclamano la mobilitazione contro la deroga concessa in una dozzina di Comuni. In quanti si asterranno? Sabato 01 Maggio 2010 CRONACA, e-mail print
Un classico corteo del Primo Maggio. Ma oggi a Vicenza solo musica e teatro a Campo Marzo. ARCHIVIO La Festa del lavoratore va in scena col giallo che gli stessi sindacati hanno creato. La proclamazione, a sorpresa e all'ultima ora, dello sciopero generale anti-deroga nel giorno simbolo dedicato al lavoratore. Ma quanti incroceranno le braccia davvero? I sindacati ieri erano divisi nei pronostici. Strano. Come strano il fatto che siano dalla stessa parte sindacalisti e associazioni di categorie beriche: tutti all'unisono a dire che il Primo maggio non si deve lavorare. Perché non serve alle tasche e neppure agli ideali. Intanto, sembra che si rafforzi tra i lavoratori il «no» alla proposta del governatore Zaia di rendere turistica l'intera regione per permettere l'apertura dei negozi tutto l'anno. Oggi i riflettori sono puntati su quella dozzina di Comuni del Vicentino che, vuoi per deroga del decreto Bersani o perché considerate “turistiche” o “città d'arte” possono concedere agli esercizi l'apertura facoltativa. Fino a ieri l'elenco era ancora un po' incerto: Altavilla, Brendola, Camisano, Creazzo, Montecchio Maggiore, Lonigo. Poi l'Altopiano di Asiago. Marostica e la Valle dell'Agno. Giovedì mattina durante la presentazione della Festa del Primo maggio a Vicenza (oggi a Campo Marzo dalle 15 alle 22 con musica, teatro e tanto divertimento) i rappresentanti della Triplice avevano annunciato che avrebbero giocato d'anticipo: «L'anno prossimo proclameremo lo sciopero generale contro la deroga nel giorno della Festa del lavoratore». Nel tardo pomeriggio però i vertici di Cgil, Cisl e Uil, prima nazionale e poi regionale, lo sciopero l'hanno proclamato davvero e subito. Prendendo di fatto in contropiede i vicentini. Ieri mattina Sergio Merendino, della Filcams Cgil, era a distribuire volantini a Lonigo e Brendola per avvisare i dipendenti (e pure i dirigenti delle attività commerciali): «I lavoratori l'avevano presa molto male la deroga del Primo maggio. La notizia dello sciopero ha sorpreso e confortato allo stesso tempo». Di fatto la proclamazione consente ai dipendenti di non recarsi nel luogo del lavoro senza incappare in spiacevoli conseguenze col datore di lavoro. Ma quanti dipendenti oggi sciopereranno? Gigi Copiello, segretario generale Cisl fa l'oracolo: «Le adesioni? Poche e solo dichiarate. Vuoi perché si è dato poco tempo ai lavoratori di capire e organizzarsi con uno sciopero improvvisato all'ultimo minuto. Vuoi perché magari due soldi in più in busta paga fanno comodo in periodo di crisi». Anche Roberto Frizzo, Uiltucs teme il riscontro: «Forse questa astensione al lavoro, in un giorno così significativo, doveva essere preparata e vissuta in modo diverso. Non c'è stato il tempo neppure per un'assemblea, per un incontro. E dove mancano le rappresentanze sindacali il lavoratore ha paura di sporgersi ed è comprensibile». Tuttavia, secondo Merendino, sarà un successo. Di più.«È già un successo della categoria perché questa situazione, al limite dell'assurdo con associazioni di categoria che sostengono in concreto lo stesso concetto di fondo dei sindacati, ha messo allo scoperto un nervo: quello che la deregulation totale delle deroghe non piace a nessuno». E continua: «Adesso che il Governatore vuole presentare il progetto di legge per trasformare l'intero Veneto in regione turistica si troverà già la gente con le idee chiare, pronta a dire no. No a lavorare 52 settimane l'anno perché non serve all'economia e neppure ai dipendenti che spesso non riescono a recuperare le ore in eccesso e, peggio, non vedono riconosciute neppure le ore di straordinario».
Primo maggio Sarà sciopero anti-deroghe
Giornale di Vicenza, Il "" Data: 30/04/2010
OCCUPAZIONE. E domani festa a Campo Marzo con musica e teatro Primo maggio «Sarà sciopero anti-deroghe» Cristina Giacomuzzo
Lo annunciano per il prossimo anno Cgil, Cisl e Uil contro i provvedimenti di apertura dei negozi in molti comuni berici Venerdì 30 Aprile 2010 CRONACA, e-mail print
Lo striscione della festa del lavoro di una passata edizione.
ARCHIVIO I tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil lo annunciano con largo anticipo: «Negozi aperti il primo maggio? L'anno prossimo non sarà possibile. Già dichiariamo sciopero». Il messaggio di Gigi Copiello, Marina Bergamin e Riccardo Dal Lago è diretto a Comuni e responsabili dei grandi centri commerciali che quest'anno «hanno colto di sorpresa» i sindacati per le deroghe alla chiusura del primo maggio. Loro non hanno potuto che ascoltare le lamentele delle commesse costrette a lavorare anche nella più classica delle giornate libere, la festa del lavoratore. Ma non vogliono che ciò si ripeta e corrono ai ripari. E intanto per domani annunciano la manifestazione che andrà in scena a Campo Marzo: musica, teatro, divertimento. «E neanche un comizio», promettono.
NEGOZI APERTI. Primo maggio a fare shopping. Capiterà in oltre una dozzina di Comuni del Vicentino, grazie alle deroghe concesse ai Comuni per il decreto Bersani o perché considerate “città turistiche o d'arte”. Montecchio terrà aperto, Torri di Quartesolo no. Ma si potrà acquistare anche a Monticello Conte Otto, Camisano, Lonigo, Marostica, tutto l'Altopiano e la valle dell'Agno con Recoaro, Valdagno e Tonezza comprese. Restano chiusi Bassano e Schio, anche domenica. Mentre Vicenza capoluogo ospiterà la festa dei sindacati sabato, mentre il 2 ha concesso deroga ai negozi.
LA POLEMICA. A Padova domani scenderà in piazza, accanto ai sindacati anche il vescovo per dire «basta allo shopping festivo». Nel vicentino l'impressione è che il malcontento sia diffuso. Persino le associazioni di categoria hanno dichiarato che non sarà certo questo sabato di lavoro a risollevare dalla crisi. Tuttavia, gli esercenti devono aver pensato che valga la pena almeno provare che lasciare passare questa occasione. Con buona pace dei dipendenti che subiscono l'ennesima festività, civile o religiosa, rubata al tempo libero, alla persona e alla famiglia. Confermano i sindacalisti, una per tutti Bergamin: «La scelta dei Comuni di derogare alla chiusura del primo maggio è decisamente negativa. Non c'è nessuna motivazione per falo». Continuano Copiello e Dal Lago: «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di dipendenti che ci chiedevano se potevano esimersi dal presentarsi al posto di lavoro il primo maggio. No, non possono farlo. L'unico strumento è lo sciopero. Di qui il nostro annuncio. L'anno prossimo sarà sciopero generale».
LA FESTA. Ma intanto Cgil, Cisl, Uil in collaborazione con l'associazione “Donne immigrate del Veneto” e la biblioteca Bertoliana, presentano l'iniziativa “1 maggio 2010. Lavoro, diritti e solidarietà” che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Vicenza. «Visto il successo dello scorso anno abbiamo deciso di riproporre una festa che sia davvero tale - continuano Bergamin, Copiello e Dal Lago - senza comizi. Una festa dedicata a chi il lavoro ce l'ha, magari atipico o precario, ai tanti che sono in cassa integrazione (nei primi tre mesi dell'anno sono stati chiesti 8 milioni di ore e 3 di cassa in deroga) e ai pensionati».
TEATRO E MUSICA. E allora, per tutti i gusti ci sarà di che divertirsi. L'appuntamento è dalle 15 alle 10 a Campo Marzo. Si comincia con la “Festa multiculturale” voluta dall'associazione donne migranti con danze, musica e pure una sfilata di moda. Poi “Smakoamustiko, concerto minimo con esperimento di decostruzione pop”. E ancora. Performance teatrali sulle panchine del parco che vedranno protagoniste sette compagnie teatrali. E poi musica con i “Thelonius 20esimo anniversario band” con, tra gli altri, il noto jazzista Alex Sipiagin alla tromba. Alle 18 nella sala dei Ss. Filippo e Giacomo di stradella S.Giacomo andrà in scena “L'astratto. Consonanze e stravaganze”.






