IMMIGRAZIONE - RIMPATRI
Il Giornale di Vicenza clic - PROVINCIA - Articolo Giornale di Vicenza, Il "" Data: 04/06/2010
IL CASO. Pagato il viaggio a tre persone di origine ghanese ma con cittadinanza regolare Il Comune fa espatriare una famiglia di italiani Antonella Fadda
Mille euro per un volo nel Regno Unito in casa di una parente Ai beneficiari è stato chiesto di cancellarsi dall'anagrafe Venerdì 04 Giugno 2010 PROVINCIA, e-mail
print Alcuni immigrati in piazza San Paolo, spesso ritrovo di stranieri Il Comune di Montecchio espatria tre italiani. Sembra uno scherzo ma non è così, l'Amministrazione comunale ha pagato il viaggio a una famiglia di origine ghanese, ma con passaporto italiano, ad andare via dall'Italia. «Si tratta di madre e due figli - precisa l'assessore ai servizi sociali Livio Merlo - che dall'anno scorso hanno acquisito cittadinanza italiana». La famiglia, che versava in difficili condizioni economiche poichè la madre non aveva lavoro e con uno sfratto in atto, ha chiesto assistenza in municipio: «Le nostre risorse sono limitate - prosegue Merlo - potevamo dare contributi per un solo mese, non di più». Quindi si è cercata una soluzione che potesse dare tranquillità alla famiglia: «Una sorella della signora, che risiede in Inghilterra, si è offerta ad ospitarli e a trovare loro un lavoro». Il Comune ha deciso di acquistare per la famiglia i biglietti aerei per il Regno Unito con una spesa di 1.000 euro. In cambio del sostegno per il rimpatrio, il Comune ha chiesto ai beneficiari la cancellazione anagrafica. «Essendo italiani - dice l'assessore - un domani potrebbe essere loro diritto ritornare ma a noi interessa dare loro oggi una possibilità concreta e avere un progetto di vita migliore. Se un italiano che a Montecchio non ha nessun familiare su cui contare, ci chiedesse aiuto per emigrare in un paese straniero dove possa trovare maggiori possibilità di lavoro, lo aiuteremmo». Oltre al caso della famiglia italo-ghanese, da alcuni mesi è stato messo in campo il progetto del rimpatrio assistito. Ad oggi sono una ventina le persone che hanno chiesto aiuto per poter ritornare nei paesi d'origine. Come spiega Merlo i benefici per i migranti sono molteplici: alla famiglia viene pagato il viaggio di ritorno più un ulteriore sostegno economico per aiutarla a reiniziare nella propria patria: «Si tratta di una pratica socialmente accettabile e dignitosa - conclude l'assessore - che promuove la sostenibilità del ritorno, nonché il dialogo e la cooperazione con i paesi di origine. Ciò rafforza anche i canali di immigrazione regolare, contribuendo a contrastare di quella irregolare legata al traffico degli esseri umani». «Rimpatrio sì, ma non a spese dei montecchiani». Taglia corto Maurizio Scalabrin, ex sindaco di Montecchio Maggiore e attualmente capogruppo di minoranza in Consiglio comunale, a proposito dei rimpatri assistiti promossi dall'Amministrazione e ricorda che oltre un anno fa, insieme con l'allora sindaco di Arzignano Stefano Fracasso, aveva incontrato a Roma gli ambasciatori di Ghana, Bangladesh e India «per iniziare una collaborazione ed attivare il processo del rientro nei confronti di stranieri che lo volevano - spiega - ma non sicuramente a spese dei montecchiani, diventa un dissanguamento per le casse comunali». Molta perplessità sul rimpatrio assistito viene espressa anche da Giancarlo Pederzolli, responsabile provinciale dell'immigrazione della Cisl: «C'è rimpatrio e rimpatrio - afferma - se un migrante è qui da pochi anni, il ritorno a casa è diverso da chi vive in Italia da tanti anni» e spiega di non essere particolarmente favorevole all'idea: «Certe azioni sembrano più volte a far calare i numeri delle presenze - prosegue Pederzolli -, per procedere bene occorre una volontà politica bilaterale sia del paese ospitante sia della patria». A.F.






