COMUNICATO UNITARIO di FINE MANIFESTAZIONE

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto,

perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato,

perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente,

perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c'era rimasto nessuno a protestare.

BERTOLD BRECHT

 

Iniziamo questo comunicato con queste frasi famose scritte da una persona che ha sperimentato sulla propria pelle la violenza delle parole e delle azioni, le tragedie che hanno attraversato la storia dell’Europa quando non si sono volute GESTIRE le trasformazioni e i cambiamenti prendendo la scorciatoia folle di accusare qualcuno o qualcosa dei propri mali e dei propri problemi. Questo il grande rischio che tutti noi che siamo presenti oggi, percepiamo chiaramente, che cioè, a forza di strumentalizzazioni, il fenomeno migratorio, naturale e benefico per l’Italia più che per noi, costretti ad emigrare, venga vissuto dalla gente comune come un rischio per la sicurezza, per la cultura e per i valori del Paese che ci ospita. Per questo, in questo stesso giorno stanno manifestando in tutta Europa milioni di Migranti assieme a moltissimi cittadini europei. Per questo siamo qui oggi, per affermare la nostra volontà di integrarci senza perdere i nostri valori e senza inquinare o danneggiare i vostri. Siamo felici che molti italiani siano qui con noi oggi, che molte associazioni di italiani, a partire dai Sindacati CGIL-CISL-UIL, fino alla Caritas, alle associazioni degli Scouts, all’ARCI e a tante altre abbiano sentito il bisogno di starci vicino, di non stare in silenzio di fronte al rischio che l’Italia sta correndo di diventare un Paese xenofobo se ancora non razzista. Abbiamo visto in questi mesi a Rosarno quanto si fa presto a passare dalle parole (violente) ai fatti (violenti anch’essi). Perché l’integrazione non sia una parola vuota abbiamo bisogno di passi concreti da parte di voi che ci ospitate: • Abbiamo bisogno di essere responsabilizzati assieme alle nostre associazioni per gestire insieme tutte le problematiche dell’integrazione. • Abbiamo bisogno di non essere più vessati da troppa burocrazia che fa perdere tempo a noi e alle imprese dove lavoriamo e ci fa sentire mendicanti invece di cittadini che vogliono lavorare e contribuire a migliorare il Paese che ci ospita. • Abbiamo bisogno che vengano ritirate tutte quelle assurde delibere comunali che, con la scusa della sicurezza impediscono l’integrazione insinuando nei più superficiali l’idea che senza di noi si vivrebbe meglio. Invece la realtà è proprio l’opposto. Il rapporto 2009 sull’immigrazione della Regione Veneto dice e spiega con i dati l’importanza economica della presenza degli immigrati in questa Regione, ma soprattutto dice che forse neanche con noi e i nostri figli si riuscirà in un prossimo futuro a mantenere in attivo la bilancia demografica del Veneto e di tutta l’Italia. Se così fosse, la società italiana rischierebbe il declino perché ci sarebbero sempre meno persone che lavorano e molti più anziani da accudire e ai quali fornire i servizi di cui hanno bisogno. Più della attuale crisi economica è questo il problema grave che l’Italia deve affrontare nei prossimi anni e noi Migranti possiamo essere una risorsa, un aiuto per far fronte a questo pericolo, se ci accetterete fra di voi con i diritti e i doveri uguali ai vostri, con la possibilità di scambiare con voi le conoscenze, le storie, i modi di pensare, di parlare, di credere, di far festa e di piangere i nostri morti. Uno scambio per arricchirci tutti assieme, non per togliere, per cancellare o per disprezzare. Siamo convinti che un altro mondo è possibile, che sarà più bello, più giusto, più sicuro e più sereno di questo e di sicuro sarà un MONDO A COLORI.